Nel panorama del gelato artigianale italiano c’è una realtà associativa anomala, che da un po’ di anni si sta facendo spazio tra le mille associazioni di categoria del gelato.

Sono i Gelatieri per il Gelato, un gruppo di persone che inizialmente si erano riuniti intorno alle figure di Carlo Pozzi e Luca Caviezel (era il 2011 a Cefalù) per stilare una definizione di gelato artigianale e gelatiere artigiano e promuovere la cultura del gelato che fosse indipendente. Successivamente (nel 2016) si sono costituiti come Associazione Culturale: unico esempio di questo genere nel settore. Partita con sei iscritti nel 2016 oggi, dopo quattro anni, l’associazione conta circa ottanta persone tra l’Italia e qualche paese estero.

Vediamo di capire chi sono, perché si sono costituiti e dove vogliono arrivare in un’intervista diretta con uno dei suoi fondatori.

D: Intanto perché Gelatieri per il Gelato?

R: Il nome è stato proposto dal compianto Giorgio De Pellegrin, proprio nella sala del Comune di Cefalù (PA) dove ci siamo riuniti ufficialmente per la prima volta nel 2011. Rappresenta l’unione di chi produce il gelato con l’obiettivo di valorizzarlo nel modo migliore possibile, sia dal punto di vista culturale che etico.

I GxG della prima ora a Cefalù

D: Beh, tutte le associazioni si propongono di difendere il vero gelato artigianale… Voi in cosa sareste diversi?

R: Questo è vero, noi nel fare cultura del gelato di tradizione italiana non facciamo altro che raccontare come lo facciamo, quali sono le nostre preferenze qualitative e quali sono i valori che veicolano le nostre scelte etiche e di rispetto della salute, del territorio e della natura. A differenza di altre associazioni ci siamo autoimposti di seguire un codice etico in grado di darci un’identità precisa all’interno del settore. Crediamo che questo sia a vantaggio di una maggiore trasparenza nel rapporto con i nostri clienti.

Inoltre non vogliamo convincere gli altri a fare come facciamo noi, ma cerchiamo di unire tutti coloro che hanno già in sé questi valori per poterli trasmettere in modo più efficace con l’unione di più voci.

D: Il fatto di essere un’associazione culturale presuppone che facciate anche formazione? Quindi avete creato una scuola?

R: Assolutamente no. Non siamo una scuola, non abbiamo strutture fisiche e l’obiettivo primario non è fare formazione o vendere corsi. Chi si iscrive pensando che potrà ricevere formazione gratuita (o quasi) in cambio di una quota sociale annuale, non ha compreso lo spirito di questa associazione. La formazione è necessaria perché utile alla crescita professionale e allo scambio di informazioni. Ma all’interno della nostra associazione serve più che altro per rimanere allineati e coerenti con i principi di etica, qualità e rispetto del territorio. Ognuno individualmente deve essere artefice del proprio percorso professionale. Siamo comunque un gruppo di volontari i cui obiettivi trascendono gli interessi personali diretti. L’organizzazione di appuntamenti formativi (che comunque facciamo) sono funzionali ad ottenere altri risultati.

D: In che senso? Quali sono allora i vostri veri obiettivi?

R: Come dicevo prima, l’obiettivo primario è amplificare con la forza del gruppo ciò che ogni iscritto già fa nella propria attività normalmente. Le proprie scelte etiche e professionali, con il risultato di interessare i clienti più attenti e sensibili alle tematiche che ci stanno più a cuore.

D: Quali sarebbero queste tematiche?

R: Prima di tutto la salute dei consumatori scegliendo ingredienti sani, freschi, rispettosi del territorio e della stagionalità. Se si fanno prodotti utilizzando ingredienti di alta qualità, valorizzando il più possibile ciò che il proprio territorio offre, diventa quasi un obbligo non solo dirlo, ma addirittura urlarlo a gran voce utilizzando tutti i mezzi possibili. Per poter arrivare al grande pubblico però è necessario creare delle strategie di comunicazione e di marketing che abbiano un respiro più ampio di quello locale. Ecco perché è importante unirsi: per fare sentire più forte questa voce, nell’interesse del consumatore finale che ancora non ci conosce.

D: E come riuscite ad amplificare la vostra voce?

R: Ci proviamo attraverso alcune iniziative di valorizzazione del nostro brand personale e di gruppo. Ad esempio nel 2018 abbiamo iniziato una campagna di sensibilizzazione dal nome Operazione Trasparenza, verso il cartello degli ingredienti. Un mezzo di comunicazione che per la maggior parte di chi gestisce una gelateria è visto come un’inutile incombenza burocratica, che nessuno dei propri clienti chiede e che raramente viene controllato dalle autorità competenti. Ebbene con questa iniziativa abbiamo ottenuto almeno tre obiettivi di grande valore:

  1. Tutti gli associati si sono impegnati a scrivere il proprio schedario degli ingredienti in modo uniformato, dettagliato e aderente alle disposizioni di legge.
  2. La particolare veste grafica e la chiarezza della comunicazione adottata lo ha reso un ottimo mezzo di comunicazione della qualità con lo slogan: “Il gelato è più buono se sai com’è fatto.”
  3. I clienti più attenti hanno gradito questa forma di trasparenza comprendendo meglio le nostre scelte qualitative, rinsaldando la fiducia verso i singoli punti vendita e alimentando il passaparola positivo.

Durante il mese di lancio sono state moltissime le testate locali e nazionali che hanno parlato di questo evento, aumentando la brand awareness dei GxG. Il tutto a costi decisamente contenuti, grazie al lavoro volontario di alcuni associati che si sono resi disponibili ad aiutare gli altri a preparare questa campagna e a renderla ormai permanente.

D: Quindi il vostro obiettivo è diventare famosi, una sorta di élite dei gelatai?

R: Ci piacerebbe che il brand GxG diventasse un chiaro sinonimo di etica, tradizione e qualità nella mente del consumatore. Non è importante apparire come singoli, ma come gruppo. Non siamo assolutamente una élite, nel senso che quello che ci unisce è un rapporto di dialogo e di vicinanza totale con i nostri clienti. Non si entra nei GxG per diventare famosi o per appagare il proprio ego in competizioni o esibizioni. E’ vero che abbiamo la fortuna di avere tra le nostre fila molti professionisti appassionati e preparati, alcuni si sono anche distinti, ma non c’è il desiderio di primeggiare sugli altri in chi sposa appieno lo spirito GxG.

D: Quale sarebbe allora questo spirito del GxG?

R: Il Gelatiere per il Gelato è una persona che desidera offrire il meglio al proprio cliente, che desidera comunicarglielo e che per farlo in modo più efficace ricerca il supporto di altre persone come lui. Cerca lo scambio con i colleghi e si pone al servizio del gruppo per ciò che nel suo piccolo può offrire. All’interno di questo gruppo ci sono persone di grande esperienza, ma anche giovani volenterosi che sanno comunque dare una mano per la crescita del gruppo.

D: In che modo un giovane gelatiere può aiutare i grandi?

R: Ognuno è in grado di offrire qualcosa per far sì che il gruppo nel suo insieme cresca, non solo numericamente, ma di valore. Le attività in seno alla nostra associazione sono tantissime e quello che cerchiamo di fare è di distribuire i compiti il più possibile, in modo che non ci sia un carico eccessivo su pochi, facendo inoltre sì che tutti possono sentirsi importanti nel dare un piccolo ma importante contributo. Non dimentichiamo che siamo tutti volontari.

D: Come finanziate le vostre attività?

R: Abbiamo una quota sociale che utilizziamo per la normale amministrazione e per sostenere i costi base della nostra comunicazione. Ogni associato mette a disposizione il valore di meno di un caffè al giorno. Per scelta etica non riceviamo nessun tipo di finanziamento da aziende del settore, quindi non ci possiamo permettere grandi spazi pubblicitari o eventi faraonici. Lavoriamo un mattone alla volta e piano piano costruiamo la nostra casa che è sempre aperta per chi condivide i nostri valori e vuole adottare in nostro codice etico.

D: Ma se uno è iscritto ad altre associazioni? Come vi ponete con i vostri “cugini del settore”?

R: L’associazione dei GxG è da sempre aperta al dialogo con tutte le realtà associative di settore, tanto è vero che ci sono molti nostri associati che fanno anche parte di altri gruppi. Ci piacerebbe un giorno poter contare tra le nostre fila rappresentanti di ognuna delle associazioni presenti in Italia: potrebbe essere un segnale per poter finalmente unire una buona parte della categoria che ha obiettivi e valori comuni. Da parte nostra non c’è esclusione, anzi siamo trasversali e inclusivi.

D: A proposito di inclusività, ho notato che siete anche molto attivi sul fronte della solidarietà.

R: Sì, è parte integrante del nostro sistema valoriale quello di portare il gelato ad aiutare chi ne ha più bisogno. Negli anni abbiamo creato degli appuntamenti didattici nelle carceri, abbiamo fatto delle raccolte fondi in collaborazione con Lega Pro per UNICEF e prossimamente daremo vita ad un progetto di solidarietà per i bambini molto importante, il 1 febbraio 2020, a Busto Arsizio di cui presto daremo informazioni.

 D: C’è però chi dice che siete contro l’industria e contro i semilavorati.

R: Questa è una fake news: sarebbe inoltre stupido se fosse vero. In una gelateria non si può prescindere dall’utilizzo di prodotti semilavorati dell’industria, certo occorre fare dei distinguo. Come per ogni cosa presente sul mercato c’è sia l’offerta di qualità che quella di basso costo, c’è il prodotto puro e quello superprocessato. I GxG hanno deciso di utilizzare per le proprie produzioni solo ingredienti di qualità, alcuni dei quali prodotti da industrie che sono in linea con i principi etici del nostro codice. Gli associati mirano ad accorciare la propria lista degli ingredienti e già normalmente non utilizzano coloranti artificiali, grassi idrogenati o basi pronte che nulla hanno a che fare con la diffusione della cultura del mestiere di gelatiere artigiano. Dirò di più: ci sono attualmente molte aziende che hanno deciso di aiutarci, riservando trattamenti economici particolari agli associati. Stiamo parlando di aziende che commercializzano ingredienti puri (paste di frutta secca, vaniglia ecc..), supporti compostabili per la vendita del gelato, aziende di attrezzature e altre realtà del settore con principi etici compatibili con i nostri.

D: Un’ultima domanda: va bene l’associazione, l’etica e quant’altro, ma alla fine la gente comune spesso sceglie le gelaterie consultando le guide, o no?

R: Sicuramente ci sono alcune guide, come quella del Gambero Rosso, che stanno investendo nel campo delle gelaterie. Il punto è che si tratta comunque di iniziative che partono da fuori del nostro settore, legate a reperire pubblicità commerciali per sostenersi, con classifiche e valutazioni di qualità che non sempre sono giustificate da un metodo chiaro o da esperti di settore preparati al giudizio oggettivo. Giustamente sfruttano il nome che è legato ad altre guide gastronomiche del passato e possono contare su fonti economiche piuttosto elevate per farsi pubblicità. Non c’è nessun male in tutto questo e sicuramente arrivano al grande pubblico e alcuni clienti ne seguono le indicazioni. Il punto è che nel mondo del gelato manca un vero marchio di qualità, riconosciuto e apprezzato dai clienti. Il sogno dei GxG è che le persone possano un giorno andare a cercare il nostro logo nelle gelaterie in Italia (e anche all’estero) sicure di trovare un buon prodotto, fatto da un professionista che fa cultura del gelato e che segue un codice etico e di trasparenza che giova al cliente sotto diversi punti di vista.

D: In bocca al lupo allora, mi sembra un futuro ambizioso…

R: Grazie e lunga vita al lupo! Se vi riconoscente nei nostri valori e seguite già il codice etico e volete partecipare ad uno dei nostri incontri, potete venire al primo Meeting Nazionale dei GxG che si svolgerà a Bologna il 15 dicembre 2019. Un occasione unica per incontrarci e magari passare una serata a cena insieme a noi. Non serve essere iscritti. Per informazioni scrivere a segreteria@gelatieriperilgelato.com.