Archivi tag: gelato artigianale

Intervista GxG a Rai3: facciamo il punto

Facciamo il punto della situazione un mese esatto dopo la messa in onda della trasmissione d’inchiesta “Indovina chi viene a cena” dove si è parlato di gelato.

Intanto occorre precisare che non è stata una trasmissione organizzata, diretta o cercata dal Movimento dei Gelatieri per il Gelato. Ci è stata richiesta un’intervista per un breve contributo durante la quale abbiamo risposto al meglio delle nostre possibilità a delle domande precise.

Spiace che gran parte del girato durante l’intervista non sia stato utilizzato, ma è logico immaginare che chi ha creato il servizio abbia deciso in autonomia come utilizzare il materiale.

Il bilancio per il nostro movimento è sicuramente stato positivo per tanti aspetti:

  1. Siamo riusciti a dire che si può fare un gelato con ingredienti semplici;
  2. Molti operatori  “nascosti” sono emersi dall’ombra e ci stanno supportando;
  3. Moltissimi clienti in tutta Italia sono andati a cercare le gelaterie “del codice” facendo complimenti e augurandosi che possano aumentare in numero;
  4. Le visualizzazioni del nostro sito sono aumentate vertiginosamente;
  5. Il gruppo si è coeso ulteriormente ;
  6. Anche altre associazioni stanno mostrando un interesse verso il codice e ad unirsi per collaborare.

Naturalmente ci sono stati anche alcuni isolati scontenti che hanno diffuso in rete le loro perplessità e talvolta le loro accuse.

Ho riguardato con attenzione la trasmissione di Rai 3 del 22 maggio 2017, dove nei primi 10 minuti si è parlato di gelato artigianale, di etichettatura, di semilavorati e devo dire che non solo non ho trovato nessuna accusa verso una parte della categoria, ma anzi, c’è stata la possibilità di poter mostrare che non è vero (come la maggior parte delle persone al di fuori di questo settore purtroppo crede) che tutti i gelati che si trovano in giro sono fatti con polverine, coloranti e semilavorati pronti all’uso.

Sicuramente è emersa una fotografia di un settore non regolamentato, dove vige una confusione che non giova a nessuno, né al cliente che non capisce la differenza tra un gelato fatto con prodotti pronti e uno fatto con prodotti freschi, né per l’operatore preparato che non sa come comunicare al cliente il valore della propria artigianalità.

Il servizio è stato fatto da giornalisti seri che per una volta si sono impegnati a girare per molte gelaterie, intervistare sia operatori che produttori di semilavorati ed aromi, che hanno letto i cartelli degli ingredienti (quando li hanno trovati…), che hanno frequentato i corsi di gelateria e si sono impegnati a cercare il maggior numero di informazioni per offrire un quadro più preciso possibile della realtà.

Credo ci siano riusciti, purtroppo.

Nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere questa realtà non serve, come non serve criticare aprioristicamente qualcuno che ha identificato un problema reale e lo ha posto all’attenzione di tutti. Anche se in modo brutale. Ma in fondo le trasmissioni d’inchiesta, questo fanno.

Ho anche cercato di capire se è stato detto da qualcuno del nostro settore che esistono solo 34 gelaterie che lavorano bene in Italia, sottintendendo quindi che tutti gli altri lavorano male, ma anche qui non ho trovato nulla del genere. È emersa piuttosto una notizia, all’interno di un contesto, che riguarda una “giovane” associazione di gelatieri che ha creato un codice etico e che ha deciso di seguirlo volontariamente. Questo naturalmente non significa che solo loro lavorano bene, ma che semplicemente esistono e seguono un codice che è stato presentato alla stampa l’11 di aprile 2017…

Ricordiamo per chi non ne fosse a conoscenza che l’articolo 1 di questo codice recita:

“I soci del Movimento Culturale GxG devono astenersi dal recare danno alla reputazione dei colleghi e soprattutto alla reputazione della categoria, intraprendendo azioni lesive alla professionalità dei gelatieri in generale. Anche di quelli non appartenenti al Movimento.”

Nel servizio non ho nemmeno trovato una demonizzazone generalizzata sul mondo dei semilavorati. I Gelatieri per il Gelato non sono “contro” le aziende di semilavorati. Il problema è che nel settore c’è ancora molta confusione su cosa sia un semilavorato o un prodotto composto e spesso non si fa (volutamente) distinzione tra semilavorati che aiutano l’artigiano e quelli che invece lo “sostituiscono”. Ma questo è un altro argomento che avremo modo di discutere in un prossimo articolo…

Senza considerare coloro che vivono commercializzando i semilavorati pronti, che giustamente difenderanno i loro interessi personali, il sospetto è che questa situazione, così confusa, giovi a molti operatori che desiderano che nulla cambi, anche se spesso affermano il contrario.

Dall’altro lato c’è chi, con superficialità, ha visto i pochi secondi di intervista agli appartenenti di questo movimento culturale, come la volontà di mettersi in mostra. Purtroppo il nostro settore pullula di prime donne e di “fenomeni” che farebbero qualsiasi cosa per 10 secondi di notorietà. La notizia è che il movimento dei Gelatieri per il Gelato, nonostante abbia al suo interno qualche “pluripremiato”, non ha certo l’obiettivo di creare un gruppo “esclusivo” di star del gelato. Questo movimento è nato per fare cultura del gelato e non cultura della personalità di chi lo compone. Si tratta di un progetto “inclusivo” dove è possibile entrare: basta seguire delle semplici regole condivise. Una cosa talmente semplice che risulta sospetta a chi pensa sempre a chissà quale interesse nascosto ci possa essere…

Tra gli obiettivi di questo movimento ci sono anche quelli di migliorare la qualità della comunicazione con i propri clienti. Ecco perché è importante utilizzare tutti i canali possibili per giungere al grande pubblico e a quegli operatori nascosti. La visibilità quindi non è un fine, ma un mezzo per veicolare un messaggio “sociale”.

Se pensassimo che solo una trentina di gelatieri in Italia possano fare un buon lavoro saremmo dei pazzi. Noi crediamo, al contrario che ci siano centinaia di bravi gelatieri, che amano il loro lavoro e che lo fanno con passione ed in modo etico. Crediamo ci siano anche molte persone che non sanno ancora esattamente cosa significhi fare un gelato di tradizione italiana, perché magari il loro percorso in questo settore è partito da semilavorati pronti o ad alta grammatura, ma che oggi vorrebbero emanciparsi da tale situazione. E’ anche a questi operatori che ci rivolgiamo.

Questo gruppo ha l’obiettivo di crescere e far crescere professionalmente i propri associati attraverso lo scambio e l’autoformazione.

La cultura è da sempre considerata un’arma pericolosa per chi detiene il potere e gode dell’ignoranza dei propri sottoposti. Per questo sappiamo di essere nel mirino di molti detrattori “interessati” o inconsapevolmente “complici” del sistema, ma ciò non fa che fortificarci e farci capire di essere sulla buona strada.

Roberto Lobrano

Presidente dei GxG

Progetto inclusione: terza giornata a Padova

Si è da poco concluso il terzo appuntamento presso il carcere di Padova dove i Gelatieri per il Gelato hanno deciso di portare un po’ della propria esperienza professionale, in cambio di quella umana.

Questa volta è toccato a Pierluigi D’Ambrosio e Simone Valotto che ci parlano direttamente di questa esperienza.

Pierluigi D’Ambrosio:

“Entrare in un carcere grazie, o causa, della tua professione. Intendiamoci, è stata solo una visita, ma il gelato permette anche questo. Da quando indosso la casacca da gelatiere ho varcato porte di luoghi del tutto inaspettati e del tutto estranei al contesto della mia vita, della mia indole, del mio sentire…

Ho portato gelato in contesti istituzionali, sociali (facile), dello spettacolo, dell’istruzione… Ma cosa possiede il gelato per accomunare tutto ciò? Non lo so e me lo chiedo spesso.

L’ultimo “luogo” visitato è stato, appunto, un carcere. Non è certamente un posto frequentato dai più e non è neppure un luogo conosciuto nelle sue dinamiche istituzionali, sociali, antropologiche. In effetti è un “non luogo”, un posto dove le persone espiano la loro pena, chi per poco, chi per sempre, ma i cui contorni non sono per nulla definiti nell’immaginario di ciascuno di noi. Spesso associamo il carcere ad una sorta d’idea di “deposito” dove porre le cose (o persone) non più utili, dimenticate o da dimenticare, un “non luogo” senza tempo e senza scopo attivo.

Questo nell’immaginario, nella realtà è invece un luogo ben definito, densamente popolato di persone, che non sono solo i carcerati, con regole, dinamiche sociali e umane spesso distanti da quelle che conosciamo e che ne fanno un microcosmo molto attivo, variegato e complesso.

Entrare lì con il gelato… o a causa del gelato! Questo elemento che comprendo essere un “omogeneizzatore” sociale che spiana, avvicina, lega ma che mai separa (a parte improbabili abbinamenti di gusti che trovo deprecabili).

Portare il gelato e trovarsi a parlare della tua vita e delle ragioni che ti legano a questo prodotto, in una situazione che assomiglia molto ad una seduta psicoterapica, in un set che è un carcere penale, al cospetto di persone che hanno commesso degli errori nella vita e stanno pagando per questi errori.

Assurdo! Eppure…

E in tutto questo contesto il gelato che c’entra? Forse poco o nulla, considerato che il gelato lo fanno e lo fanno bene, ma una volta di più ha svolto degnamente il suo ruolo di omogeneizzatore, ha reso possibile questa fusione improbabile e inaspettata tra persone, a me ha dato un livello di comprensione maggiore del contesto, ad altri forse un contenuto positivo con cui riempire uno spazio umano che, per quanto il luogo sia fisicamente affollato, non consente abitualmente scambi emotivi di qualità.

Ciò che riporto a casa è la sensazione d’aver toccato per un breve attimo un mondo del tutto nuovo e alquanto misterioso di cui ora conosco qualcosina di più, la soddisfazione d’aver conosciuto delle persone che spendono la loro vita per progetti d’integrazione faticosi e misconosciuti, ed anche il privilegio d’aver portato un messaggio di speranza a chi, in quel contesto, rischia di perdere la fiducia nel futuro e nella vita propria ed altrui.

Per inciso il gelato, che nulla c’entrava,  è stato letteralmente spazzolato. D’altra parte, se funziona, funziona così.”

Simone Valotto:

“Mi ci sono volute almeno 24 ore per riordinare le idee e capire cosa è successo durante l’esperienza vissuta nel carcere di Padova.

La prima parte della giornata l’abbiamo dedicata a capire come funziona un progetto che da risultati unici al mondo: una recidiva del 4% contro una media del 50/70% è un dato che ha un valore etico, sociale ed economico (ogni carcerato costa alla collettività più di cento mila euro l’anno) incredibile.

Ma non sono tutte rose e fiori: passato il terzo cancello di sicurezza abbiamo cominciato a percepire tutto il disagio e gli ostacoli alla realizzazione di questo progetto. In carcere stanno tutti male : stanno male i carcerati in spazi angusti e inadatti (la struttura ospita più del doppio delle persone per cui è concepita e vivono in 2/3 in 3mq.) stanno male le guardie il cui tasso di suicidio supera quello dei carcerati stessi . Stanno male gli operatori delle cooperative stesse costretti a combattere ogni giorno con un’opinione pubblica che vuole solo dimenticare che questa realtà esiste e ci riguarda tutti. Il senso di insicurezza anche per la nostra stessa incolumità era alle stelle!
Con queste sensazioni abbiamo cominciato a fare il gelato, a parlare di materie prime, di qualità e di manualità ed è avvenuto un piccolo miracolo: tutte le brutte sensazioni che avevamo vissuto un secondo prima si sono dissipate, è sparita la diffidenza e sono spuntati i sorrisi!

In quel preciso istante ho compreso la chiave di volta di questo enorme progetto e mi è stato del tutto spontaneo regalarmi completamente senza remore!

Il racconto di questa giornata meriterebbe qualche pagina di riflessione, quel che posso dirvi con certezza è che ho ricevuto più di quel che ho dato e per questo vorrei ringraziare in modo particolare Matteo Florean per la possibilità concessami ma soprattutto per la persona che è…”

Luca Caviezel alla Nivarata 2017

Una gradita sorpresa al festival della Nivarata 2017, che si è svolto i primi di giugno ad Acireale. Il nostro maestro Luca Caviezel è venuto in visita ed ha anche premiato il primo classificato del concorso sul gelato alla mandorla a lui dedicato dall’organizzazione.

Come sapete il Maestro Luca è uno dei fondatori del Movimento dei Gelatieri per il Gelato e in questa foto lo vediamo sfoggiare la nostra spilla.

Luca Caviezel

Un ringraziamento per il suo costante sostegno e la passione che ci ha saputo trasmettere e che ci trasmette ancora oggi con la sua vicinanza e interesse verso il nostro mondo.

 

 

GxG a Finall 4 Firenze con un gelato solidale

E’ stata presentata il 29 maggio la partnership tra Lega Pro e Gelatieri per il Gelato durante la conferenza stampa a Palazzo Vecchio in Firenze.

Parte un nuovo progetto per l’associazione gelatieri per il gelato, che ha con piacere risposto all’appello di Lega Pro per una collaborazione che mira a mettere insieme due tra le “passioni” più di use, calcio e gelato, unite sotto la bandiera dei valori condivisi di condivisione e solidarietà.

Un’idea nuova che porterà i GxG al coinvolgimento dei suoi associati e delle gelaterie italiane, per sensibilizzare il pubblico e le tifoserie alla partecipazione solidale, in una raccolta fondi a scopo benefico destinate a finanziare i progetti sociali di Lega Pro.

Si parte per le FINALL 2017 con la presentazione del progetto, che si svilupperà dal prossimo campionato a partire dalle gelaterie associate GxG delle città delle squadre in Lega Pro, con l’obiettivo concreto e possibile di allargare i confini della solidarietà ai maestri gelatieri di tutta Italia.
Tante le iniziative che accompagneranno le fasi conclusive dei playoff e delle FINALL: laboratori per bambini e ragazzi, degustazioni multisensoriali, contest per la creazione di gusti esclusivi di gelato creati per celebrare la solidarietà, la condivisione e l’integrazione… e tanto di più.

Da Firenze, nota come patria dell’arte del gelato sin dal ‘500, parte il primo gusto esclusivo ideato per Lega Pro dai GxG, capitanati dal presidente Roberto Lobrano. Abbraccio Mediterraneo è il nome di un gusto dall’alto contenuto simbolico, che rimanda ai valori di integrazione e condivisione e che raccoglie i tre colori della nostra bandiera, gli stessi di Lega Pro: un gelato al latte aromatizzato alla menta e al basilico, miele di spiaggia, con aggiunta di frutta secca tipica delle nostre coste (mandorle, pistacchi e pinoli) e decorazione di cioccolato bianco a scaglie e coulisse di fragole.

Qui potete trovare ulteriori informazioni su FINAL4Firenze

 

Indovina chi viene a cena: l’intervista completa al Presidente GxG

Lunedì 22 maggio alle 21 è andata in onda la trasmissione di inchiesta su Rai3 “Indovina chi viene a cena“. Nel servizio, circa dieci minuti hanno riguardato il gelato artigianale e chi propone diversi modi di interpretarlo. Si è parlato molto anche di aromi e additivi presenti nei prodotti industriali per preparare il gelato. Quello che è da rilevare è che è stata data, una volta tanto, voce anche a chi viene spesso ignorato: i piccoli artigiani preparati e pasionari di questo mestiere che, benché spesso nascosti, esistono e fanno un ottimo servizio ai propri clienti, selezionando ingredienti e preparando gelati unici e irripetibili ogni volta.

Dato che nei 10 secondi di intervista a Roberto Lobrano passati in tv non si è proprio riusciti a far passare tutto il messaggio, e soprattutto non si evince quali siano i forti cambiamenti di registro e di velocità che questo gruppo sparuto di Gelatieri per il Gelato si sta impegnando a fare, ecco l’intervista completa.

Per alleggerire la visione abbiamo diviso il servizio in 4 parti. Le riprese non sono quelle della Rai ma quelle fatte da noi in modo amatoriale.

Nel primo video si parla dell’associazione Culturale dei Gelatieri per il Gelato, che non vuole difendere una parte della categoria, ma si pone in difesa della cultura del prodotto e quindi del cliente finale. I gelatieri che lavorano in modo veramente artigianale purtroppo non sono facilmente identificabili nella massa di migliaia di proposte presenti sul mercato. Molti rimangono nell’ombra dei propri laboratori e sarebbe giusto farli emergere per farli conoscere al pubblico. Il gruppo si fa promotore di iniziative di sensibilizzazione e di autoformazione in vista di recuperare il valore del gelato artigianale di tradizione italiana, che avrebbe diritto di essere riconosciuto come una delle eccellenze alimentari e culturali del nostro paese. Nella mancanza di una regolamentazione gli associati sottoscrivono un codice etico che li impegna a seguire un decalogo di buon senso nel rispetto della trasparenza e della valorizzazione di una professionalità che oggi è a rischio. Nonostante anni di associazionismo e numerose proposte di legge, negli ultimi 60 anni nulla è cambiato, forse per gli ostacoli eretti da chi avrebbe molto da perdere da una regolamentazione, che potrebbe ridurre l’utilizzo di prodotti ampiamente commercializzati e che tengono in piedi la maggior parte del comparto.

Nel secondo video si parla dei grassi vegetali idrogenati che normalmente non ci dovrebbero essere in un gelato artigianale. Sono però contenuti in alcuni preparati industriali di alcune aziende di semilavorati. Si tratta di prodotti mutuati dall’industria dell’ice cream che vengono usati per scaldare il prodotto e ridurre i costi. Visto che molti gelatieri utilizzano basi in polvere che li contengono, ecco che compaiono in alcuni cartelli degli ingredienti di diverse gelaterie. L’associazione GxG, nata come movimento nel 2011 si è costituita come Associazione nel 2016 e conta oggi poco meno di 40 associati (che stanno crescendo giornalmente). Il codice etico nasce con semplici regole di buon senso, per essere emulato e seguito dal maggior numero di colleghi possibile. Sia che ci si associ o meno ai GxG, è importante prendere coscienza di cosa significhi fare bene questo lavoro. Il fatto di essere un movimento culturale e non una delle tante associazioni in difesa di una categoria, si sta rivelando importante per essere davvero trasversali ed unire quelle realtà sparse sul territorio e spesso poco rappresentate dalle istituzioni locali o nazionali. Dal punto di vista legislativo, esiste una nuova proposta di legge presentata qualche mese fa dal Movimento 5 Stelle per regolamentare il settore, ci sono molti punti ancora da definire e discutere e si è anche coscenti che fino ad ora ogni proposta ha portato pochi risultati.

In questa terza parte si parla della formazione in gelateria che, in mancanza di una regolamentazione, resta saldamente nelle mani delle aziende dei fornitori dei gelatieri, siano esse produttrici di macchinari o di semilavorati. Fare il gelato è facile e si guadagna molto. Ma sarà proprio vero? Il problema è che questo messaggio è fortemente spinto da chi ha interesse a far aprire il maggior numero di locali, che si traduce nella vendita di attrezzature e prodotti di facile utilizzo. Cosa non del tutto in linea con gli interessi dei singoli gelatieri che vedono erodere sempre di più il loro mercato, spesso ad opera di gelatieri non adeguatamente formati e che propongono un gelato standardizzato. Oggi non c’è ancora accordo su cosa sia un gelatiere artigiano. La definizione proposta del 2012 del Movimento GxG è stata accolta tiepidamente e in pratica non considerata come rilevante da queste associazioni, visto che non proveniva da una rappresentanza riconosciuta (anche se nel redarla si sono impegnati maestri come Luca Caviezel e Carlo Pozzi). Oggi le cose potrebbero essere diverse. E’ sempre più spesso il cliente che chiede trasparenza.

In questa ultima parte di intervista si parla del cartello degli ingredienti, dei punti fondamentali del codice etico e ci sono dei divertenti e puntuali fuori onda ad opera di una voce narrante e nascosta che, forse, qualcuno riuscirà anche a riconoscere….

Operazione Trasparenza: il cartello degli ingredienti

Una delle necessità più urgenti per poter instaurare un rapporto di fiducia con i propri clienti è la capacità di comunicare con trasparenza ed efficacia la propria professionalità.

I Gelatieri per il Gelato hanno da tempo intrapreso un percorso di consapevolezza e di autoformazione per poter rispondere sempre meglio alle esigenze della propria clientela.

L’esigenza di avere trasparenza nella comunicazione dei componenti dei prodotti alimentari presenti sul mercato è alla base della normativa sull’etichettatura oggi vigente in Europa.

Sono purtroppo in pochi quelli che hanno colto l’importanza di tale regolamento (UE1169/2011). Molti lamentano che si tratti solo di un’ulteriore mezzo per complicare il lavoro (in particolare degli artigiani). Io credo che ciò non sia vero, anzi, si tratta di una buona occasione per poter comunicare ai propri clienti la propria qualità e la conoscenza del proprio mestiere.

Tanto è vero che il legislatore non ha fornito degli standard, ma ha lasciato libertà di espressione. Basta che sia chiara e comprensibile e che rispetti tutte le richieste.

In questo piccolo tutorial ho voluto dare alcune semplici indicazioni che, come movimento, abbiamo deciso di seguire ed applicare.

Mi auguro che sia utile non solo a chi fa parte di questo gruppo, ma anche a quei gelatieri consapevoli che comprendono l’importanza di una comunicazione trasparente con i propri clienti.

Riassumo qui tre suggerimenti fondamentali per le gelaterie che vendono il prodotto sfuso al banco:

  1. Indicare sui cartellini segnagusto la denominazione corretta del prodotto in vendita e gli eventuali allergeni presenti con un simbolo (con relativa legenda che spieghi di cosa si tratta);
  2. Esporre un cartello “Operazione Trasparenza” in cui si danno indicazioni generali sugli ingredienti presenti in alcuni gusti o in alcune famiglie di gusto, sulla tipologia di lavoro con un rimando CHIARO allo schedario degli ingredienti;
  3. Mettere a disposizione della clientela lo schedario completo degli ingredienti che dovrà contenere:
    1. Denominazione corretta del prodotto
    2. Ingredienti in ordine decrescente di peso
    3. Allergeni evidenziati
    4. QUID, ovvero la quantità in percentuale dell’ingrediente caratterizzante
    5. Data di scadenza

La comunicazione è un argomento complesso e molto vasto, sul quale si potrebbe dire molto di più. Ma in questa sede si è voluto solo dare indicazioni semplici ed efficaci dalle quali prendere spunto. Chi vuole approfondire o personalizzare, mi può contattare in privato. info@icerock.it

Ringrazio tutti i colleghi del movimento che hanno messo a disposizione il proprio lavoro per un confronto e condivisione e Marco Gennuso per i suoi preziosi suggerimenti.