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GxG alla MIG di Longarone con idee e progetti concreti

Tra pochi giorni ci sarà la 58a edizione della Mostra Internazionale del gelato artigianale a Longarone (BL).

I Gelatieri per il Gelato parteciperanno con uno stand per accogliere chi vorrà informarsi sulle iniziative e sulle modalità di iscrizione alla nostra Associazione Culturale. Padiglione C, corsia K.

Ecco in breve alcune anticipazioni su quello che potrete trovare:

  1. Operazione trasparenza: il libro degli ingredienti

Dal gennaio 2018 tutti gli associati ai GxG avranno un format comune del libro degli ingredienti, concepito per essere a norma di legge e facilmente consultabile e comprensibile dai clienti. Un modo efficace di comunicare la qualità attraverso la trasparenza. Ci sarà la possibilità di consultarlo e di aderire a questa utile iniziativa di comunicazione della qualità.

2. Impariamo il buon gelato: dedicato ai bambini

Iniziativa ludica-culturale sul buon gelato artigianale, dedicata ai bambini delle scuole elementari italiane. Un progetto che porta il gelato a scuola e la scuola in gelateria, per scoprire i “segreti” di un buon gelato fatto con ingredienti freschi e genuini nel rispetto della natura. Vi spiegheremo di cosa si tratta e come presentarlo presso le scuole della vostra città.

3. L’analisi sensoriale del gelato artigianale

Percorso formativo professionale in collaborazione con il CNR-IBIMET di Bologna, per imparare a riconoscere le caratteristiche sensoriali degli ingredienti e del prodotto finito. Funzionale ad un percorso di educazione alimentare volta a valorizzare il gelato e gli ingredienti di qualità che lo compongono. Durante lo show cooking di lunedì 4 gennaio (ore 15,30 MIG Arena, Padiglione C) si potrà degustare il gusto “Abbraccio Mediterraneo” descrivendone l’analisi sensoriale tramite l’aiuto di una scheda appositamente concepita per il gelato artigianale.

4. Raccolta della solidarietà per Lega Pro per Unicef con “Abbraccio Mediterraneo”

Durante i giorni della fiera ci sarà la distribuzione allo stand del gusto di gelato appositamente concepito per la raccolta fondi per un progetto di solidarietà infantile organizzato in partnership con Lega Pro per Unicef nel 2017. Si tratta di un gusto particolare che “abbraccia” i sapori e i profumi del Mediterraneo. Vi aspettiamo numerosi per aiutarci in questa iniziativa di solidarietà per i bambini più sfortunati.

Alla MIG sarà consegnata la cifra raccolta dai gelatieri che hanno aderito al progetto “Il buono del Gelato 2017” in collaborazione con Lega Pro per Unicef (martedì 5 gennaio alle ore 15,00 Area Incontri).

5. Contest per il gusto “il buono del gelato” 2018: in collaborazione con Lega Pro per Unicef

Dopo il successo dell’iniziativa di solidarietà che ha portato alla nascita di “Abbraccio Mediterraneo” nel 2017, parte il contest per trovare il nuovo gusto 2018. I gelatieri iscritti ai GxG potranno iscriversi per partecipare alla selezione con un gusto di loro invenzione. Tale gusto diventerà “Il buono del gelato 2018” e sarà il gusto proposto per la raccolta fondi di un nuovo progetto di solidarietà di Lega Pro per Unicef presentato durante le finali di giugno a Pescara.

Inoltre potremo mettervi al corrente di altre iniziative quali il gruppo di acquisto, l’autoformazione, la collaborazione con Università, enti scientifici e la partecipazione ad eventi dall’alto valore culturale gastronomico.

I GxG allo Sherbeth Festival

Questa edizione dello Sherbeth Festival di Palermo vede una numerosa presenza dei gelatieri per il Gelato, sia tra il coordinamento tecnico del laboratorio che tra i concorrenti.

Su 45 gelatieri partecipanti ben 12 sono appartenenti attivi al Movimento Culturale dei Gelatieri per il Gelato.

Anche il Direttore Antonio Cappadonia e il Condirettore Giovanna Musumeci sono attivi partecipanti al movimento, così come i due storici responsabili di laboratorio Arnaldo Conforto e Ruben Pili.

 

Il Movimento dei Gelatieri per il Gelato nasce proprio nell’edizione di Sherbeth Festival del 2011, grazie alla spinta di Luca Caviezel e Carlo Pozzi, che hanno riunito intorno a sé un gruppo di gelatieri con il desiderio di preservare la cultura del vero gelato di tradizione italiana e di stilare una definizione concettuale di gelato artigianale e di gelatiere artigiano.

Sono passati un po’ di anni da quella prima riunione avvenuta nelle sale comunali di Cefalù. Oggi il movimento è un’Associazione Culturale che riunisce una cinquantina di gelatieri, che hanno aderito volontariamente ad un codice etico e che si stanno organizzando per crescere ancora e diffondere i principi di professionalità e trasparenza tra il pubblico amante del buon gelato artigianale di tradizione italiana.

Alcuni dei partecipanti alla riunione con alcuni illustri ospiti. Manca nella foto Antonio Cappadonia.

Gelatieri per il Gelato e Simposio

Sabato 8 e Domenica 9 Luglio si è svolta la prima edizione di “Simposio Zagarolo” nella splendida cornice di Palazzo Rospigliosi, un edificio cinquecentesco, legato ad una delle più importanti famiglie nobiliari della Roma rinascimentale e barocca: i Colonna.

Si tratta di una manifestazione enogastronomica dedicata alle eccellenze artigianali del cibo e del buon bere. Fa parte di un percorso nato dall’evento Simposio Roma, che si svolge ogni anno a novembre presso il Salone delle Fontane in Roma.

Questa prima edizione vede anche l’esordio della collaborazione tra Simposio e i Gelatieri per il Gelato. I Gelatieri per il Gelato hanno proposto il format già sperimentato a Identità Golose 2017 “Gelato a quattro mani”, dove i gelatieri propongono un gelato ciascuno più uno creato insieme, davanti al pubblico in un cooking show coinvolgente per il pubblico.

Il primo appuntamento di sabato ha visto i gelatieri Dario Rossi e Francesco Dioletta. Il primo ha presentato il gelato gastronomico con cui è stato premiato dal Gambero Rosso come miglior gelato gastronomico 2017 “ Ricotta di Pecora ai fiori di Zucca e Alici”. Mentre Francesco ha presentato il gusto “Abbraccio Mediterraneo” (gusto creato dai GxG nell’ambito della collaborazione con la Lega Pro per UNICEF).

Domenica, per il secondo cooking show, è stata la volta di Stefano Ferrara e Veruska Cardellicchio, il primo ha presentato una Marzolina con un coulis di pesca, mentre Veruska ha presentato un sorbetto di Zenzero e Menta. Insieme hanno preparato un sorbetto di Pesca tabaccheria.

Nel pomeriggio di domenica Roberto Lobrano ha presentato il progetto formativo per le scuole primarie “Impariamo il buon gelato”. Si è trattato di un breve corso di avvicinamento alla creazione del gelato artigianale, indirizzato ai bambini dai 7 agli 11 anni. I bambini presenti hanno potuto assistere ad una breve e divertente lezione sull’origine del gelato e giocare con cruciverba e analisi sensoriale degli ingredienti. Il tutto per entrare in contatto con i prodotti naturali che compongono il gelato artigianale di tradizione italiana, promosso dall’associazione dei Gelatieri per il Gelato. Questo progetto verrà presentato in molte scuole d’Italia a partire dal prossimo settembre.

L’ultimo cooking show ha visto la partecipazione di Renato Trabalza e Roberto Troiani, il primo ha preparato zabaione con uve grechetto passite (principio sauternes) del viterbese, con in variegatuta una riduzione di vino rosso (blend s.giovese/merlot) del Circeo e degli amaretti artigianali.
Il gusto che ha presentato Roberto è stato “Malvasia del territorio in purezza con in variegatura rosmarino noci e miele di castagno”.
Il gusto che hanno preparato insieme: sorbetto di lamponi dei monti Cimini e Pomodori Casalino scottati alla maggiorana fresca e sale Maldon affumicato.

Questa collaborazione con Simposio si ripeterà a Roma per l’evento nazionale presso il Salone delle Fontane all’EUR il 21/22 Ottobre 2017, dove i Gelatieri per il Gelato presenteranno altre iniziative di condivisione e cultura del gelato artigianale di tradizione italiana.

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La vera storia delle “leggi” sul gelato

Abbiamo avuto recentemente notizia che un nostro illustre collega è stato intervistato da un giornalista di una rivista “di settore” per rispondere a delle domande sulla nuova proposta di legge sul gelato artigianale. Ne è uscita fuori una interessante cronistoria di ciò che negli ultimi 30 anni “NON” è successo…

La notizia vera è però che questa intervista non uscirà…. nel senso che l’editore pare abbia deciso di non pubblicare il pezzo. Non sappiamo il perché ma possiamo solo fare delle supposizioni. Forse la notizia non è stata giudicata interessante per i i lettori? Forse si tratta di informazioni false e calunniose? Forse si teme di urtare la sensibilità di alcuni inserzionisti?

Non lo sappiamo con certezza.

Quello che è certo è che la circolazione delle notizie può prendere strade diverse da quelle della carta stampata e patinata che, da tempo, non ha più il monopolio dell’informazione di settore.

Ciò ci fa anche sospettare che chi si occupa di editoria non sempre fa informazione rispettando tutte le parti, ma potrebbe essere condizionato da chi investe in pubblicità. Non sappiamo se questo è il caso, ma il dubbio è legittimo.

Ecco quindi l’intervista che speriamo possa circolare liberamente e che magari possa anche essere ripresa da qualche “editore illuminato”.

Intervista a Loris Molin Pradel sulla legge sul gelato artigianale.

Sono anni, anzi decenni, che si attende una legge che regolamenti il settore della gelateria artigianale. Dopo aver corso il rischio di essere spazzati via, sotto la pressione del gelato industriale, i gelatieri artigiani hanno caparbiamente rialzato la testa e, grazie a tradizione e qualità, hanno riconquistato con il proprio prodotto una fetta di mercato sempre maggiore. Oggi a nessuno verrebbe in mente di far passare il gelato artigianale per un prodotto “surgelato” piuttosto che un prodotto fresco.

Ogni tanto la politica si ricorda del nostro settore e qualcuno si fa paladino del gelato artigianale, tanto che nel corso degli anni ci sono state almeno 4 proposte di legge in merito.

Memoria storica in materia è certamente Loris Molin Pradel, gelatiere bolzanino che da sempre ha avuto a cuore la causa del gelato artigianale e per anni si è adoperato affinché la categoria avesse una sua legge.

D: Loris, è vero che c’è in vista una nuova proposta di legge per regolamentare il settore?

R: Si, ma piuttosto diciamo che è una proposta di legge “vecchia” nei contenuti, ma nuova come approccio.

D: Cioè?

R: Non c’è niente ci nuovo sotto il sole, solo che un parlamentare ha ripreso un vecchio disciplinare e un precedente disegno di legge sul gelato artigianale, li ha uniti insieme e vorrebbe andare avanti.

D: Tutto qua?

R: Si, può sembrare poco, ma come gelatiere sono contento tutte le volte che vedo che si muove qualcosa. Nel corso degli anni ho assisitito a tante buone partenze, che non hanno portato a niente, ma conservo sempre la speranza che sia la volta buona.

D: Intanto chi è che ha preso a cuore la causa del gelato artigianale e la sta portando avanti?

R: in realtà i parlamentari sono due e lo hanno fatto indipendentemente uno dall’altro. Da una parte abbiamo Federico D’Incà di Belluno e dall’altra Giuseppe L’Abbate pugliese, entrambi del Movimento 5 Stelle. Il primo è capogruppo alla Camera e in qualche modo ha avuto a che fare con il gelato, vista la sua provenienza. Il secondo fa parte della XXIII commissione (Agricoltura) e ha scoperto della mancanza di una legge guardando una trasmissione televisiva. Detto ciò vorrei sottolineare che non mi è mai importato di che colore è il gatto che mi porta il topo, l’importante è che si vada avanti.

D: ma quando nasce questa proposta?

R: Verso la metà del 2016 da parte di D’Incà, io sono stato coinvolto qualche mese dopo.

D: quindi è lui il promotore?

R: Si è lui che parte per primo e comincia a lavorarci, poi nel frattempo L’Abbate vede una trasmissione tv, scopre che non c’è una legge sul gelato artigianale e decide di darsi da fare. Qualche mese dopo annuncia il suo proposito mentre è ospite nella stessa trasmissione. A questo punto i due si sono parlati e hanno cercato di fare un collage delle due proposte.

Ora dobbiamo anche considerare che il M5S ha un suo regolamento interno, che prevede che ogni proposta di legge venga presentata su un loro sito, si chiama LEX, dove gli iscritti possono prenderne visione e esprimere le loro opinioni. Poi il parlamentare in questione tira le sue conclusioni e procede.

D: Quindi adesso le cose stanno andando avanti….

R: Si, perché poi ci siamo incontrati alla Camera con entrambe per stendere il testo definitivo. Il titolo di legge è stato già presentato: ” Proposta di legge: D’INCA’ ed altri: “Introduzione della denominazione di “gelato artigianale di tradizione italiana” e disposizioni concernenti la sua produzione” (4236)

D: ma spiegami è la prima proposta seria che viene fatta o anche in passato ci sono state delle proposte interessanti.

R: diciamo che è perlomeno la quinta proposta, ma è come se fosse la prima in quanto questa volta l’approccio mi sembra assai interessante. Andiamo per ordine: la prima è stata la De Petris nel 2004, poi Pinzger nel 2010, poi Nastri nel 2011 e poi di nuovo De Petris il 20 aprile 2015.

D: Ma voi come gelatieri da quanto tempo state lavorando?

R: Eh…, torniamo indietro di parecchio, se ne parla perlomeno dagli anni ’80, ma diciamo che la prima iniziativa seria risale al 1994, quando in Artglace, l’associazione europea che riunisce le associazioni nazionali dei gelatieri, si era arrivati a voler definire il gelato artigianale. Siccome in quel periodo la presidenza era della Spagna e gli italiani non volevano esporsi troppo, hanno dato tutto in mano all’associazione dei gelatieri spagnoli, l’ANHCEA, la quale ha commissionato di redigere un disciplinare. Hanno fatto un lavoro fantastico, ma troppo lungo! Più che un disciplinare sembrava una tesi sul gelato. Un disciplinare deve essere una cosa semplice, essenziale, facilmente leggibile dal gelatiere, un po’ come se fossero i 10 comandamenti.

D: quindi lo avete bocciato?

R: No, piuttosto non eravamo convintissimi su tutti i punti, ma poteva anche andare bene e lo avremmo appoggiato; se non fosse che un bel giorno ci arriva una lettera dal Ministero delle Politiche Agricole, allora ero in Confartigianato, che ci informava che l’ANHCEA spagnola aveva fatto la richiesta di Specialità Tradizionale Garantita per il gelato artigianale. Il Ministero ci informava inoltre del fatto che la richiesta era stata fatta in base ad un certo articolo e questo significava che l’ANHCEA diventava proprietaria del nome di Gelato Artigianale in tutte le lingue utilizzate in Europa. Calma, ci siamo detti, non erano affatto questi gli accordi, per cui quando siamo andati a discutere al Ministero abbiamo espresso le nostre perplessità e la cosa è decaduta, ma non eravamo i soli ad avere delle riserve. Il peso più grande lo ebbero i produttori di macchinari e prodotti per gelato.

D: Quindi non se n’è fatto più niente?

R: A livello europeo no, però siccome la necessità di definire il gelato era forte, ci siamo adoperati per stendere un disciplinare italiano del gelato con l’idea di sottoporlo poi agli altri paesi europei. Come ti dicevo il disciplinare deve essere semplice ed essenziale, mi voglio spiegare con un esempio: se vogliamo definire l‘albero di Natale, non stiamo a specificare di che colore devono essere le palline, ma indichiamo che l’albero di Natale è un abete. Una palma addobbata, può essere bella quanto vuoi, ma non è un albero di Natale.

D: Quindi questo disciplinare non c’è ancora?

R: Noi, intendendo Confartigianato, Cna e Casa, lo avevamo preparato. Dopo averlo redatto e averlo discusso con le varie associazioni, tra le quali AIIPA e ACOMAG, ci siamo presentati al Ministero convinti che ci fossero da fare piccoli aggiustamenti e che ormai fossimo vicini al traguardo.

D: E invece?

R: E invece non se n’è fatto niente, addirittura, alcuni dei rappresentanti delle associazioni suddette hanno perfino negato che ci fossimo mai incontrati! Il Ministero ci ha ovviamente rimandato il tutto e ci ha detto di tornare quando avessimo trovato un accordo. Puoi immaginare il nostro sconforto. È crollato tutto, ma soprattutto è crollata la nostra fiducia nella possibilità di fare qualcosa con certi interlocutori.

D: nostra di chi?

R: Nostra Confartigianato, Cna e Casa. Tanto che dopo pochi mesi CNA, assieme a Slow Food, dopo qualche tempo ha deciso di presentare una sua proposta di legge, la De Petris.

D: Era una buona proposta?

R: No, perchè era finita in mano a persone sostanzialmente poco competenti in materia, che, partendo dal disciplinare fatto da noi, hanno cercato di renderlo più stringente, togliendo delle cose e aggiungendone delle altre. Che se lo avessero preso così com’era sarebbe andato bene. In seguito sono cambiati i vertici di CNA e con l’arrivo di Marco Gennuso facemmo un certo tipo di ragionamento. Ricevemmo alcuni suggerimenti che ci sottolineavano che forse avevamo fatto degli errori di strategia. In sostanza prima di fare certi passi avremmo dovuto consolidarci negli intenti e procedere con un marchio collettivo di qualità. Un po’ come hanno fatto quelli del Parmigiano Reggiano.

D: Cioè?

R: Loro si sono fatti un disciplinare interno, lo hanno praticato, hanno nominato un ente certificatore, hanno fatto un marchio collettivo e poi si sono presentati a chiedere una legge basata su quel disciplinare.

D: Bisogna avere autorizzazioni per fare una cosa del genere?

R: No, visto che si tratta di un accordo privato. E questo è quello che abbiamo fatto con Artigelato; essendo una cosa privata non avevamo bisogno di chiedere autorizzazione a nessuno per farlo. Quando però si cercato di dare una certa risonanza all’iniziativa abbiamo scoperto che le riviste di settore non erano molto interessate, perché la cosa non era gradita agli inserzionisti. Siamo stati allora consigliati a cambiare strategia: scelto un luogo prestigioso, il Circolo della Stampa di Milano, e il 7/7/2007 lanciato l’iniziativa senza invitare la stampa specializzata che non si era dimostrata interessata. Ovviamente si è presentata. Eccome.

D: E voi come l’avete presa?

R: Ci hanno fatto un grandissimo piacere, Artigelato è diventato l’argomento del giorno, su tutte le riviste si parlava di gelato artigianale. A mio modesto parere, la cosa che ha dato scandalo di Artigelato non erano tanto i contenuti, ma il fatto che uscissimo fuori dal sistema: ma come i gelatieri pensanti esistono ancora, ma non sono in via di estinzione, ma non li avevamo soppressi? L’editore di una rivista specializzata ci ha definiti delle “vespe”. Ci sentiamo a dire il vero più “api”. Il titolare di un’azienda di macchine da gelato, nel far polemica, ci ha dato una visibilità che neanche immaginavamo. Putroppo Artigelato non è riuscito ad andare avanti per una serie di vizi burocratici e perché i gelatieri quando gli dici tirare fuori qualche soldo per farsi certificare si tirano indietro. Alla fine eravamo una decina.

Altro errore è stato quelo di far intendere che il disciplinare era per i soci di Confartigianato, CNA e CASA, mentre doveva essere per tutti.

D: Scusa ma in tutto questo tempo nessun politico si è fatto portavoce del settore?

R: Si ci sono state ben 4 proposte di legge: la De Petris nel 2004, poi Pinzger nel 2010, poi Nastri nel 2011 e poi di nuovo De Petris il 20 aprile 2015.

D: e adesso?

R: E adesso vediamo come procede questa nuova proposta e incrociamo le dita. Sono fiducioso perché la proposta non ha la presunzione di definire il gelato artigianale in se, ma di andare a stabilire quale potrebbe chiamarsi “gelato artigianale di tradizione italiana”, quindi è una cosa che non va a compromettere gli interessi di nessuno. La presenza di questa legge non obbliga il gelatiere a fare il gelato nel modo proposto. Chi vuole farlo potrà sceglierlo liberamente. Ovviamente già c’è chi sostiene che l’unica legge valida è quella del mercato. Una volta si chiamava “legge della giungla”. Quello che mi fa “tristemente sorridere” sono quei gelatieri che sostenendo l’idea della legge del mercato credono di essere dei leoni e di potersela giocare. Quando va veramente bene siamo dei gatti. Spesso “sotto la pelliccia si scoprono conigli”.

NB:
Tutti i documenti e i fatti sopra descritti sono dimostrabili.

Progetto inclusione GxG: il carcere di Padova

Recentemente due gelatieri del movimento GxG sono stati ospiti del carcere di Padova, dove hanno portato testimonianza di un po’ della loro esperienza e passione ai detenuti impegnati in un bellissimo progetto di recupero.

La Pasticceria Giotto del Carcere di Padova è situata in un laboratorio che è insieme scuola di mestiere e di vita e opera all’interno della Casa di Reclusione Due Palazzi dal 2005.

Da allora ad oggi, tanti incontri, visite ed eventi hanno fatto sentire l’affetto delle istituzioni, del pubblico e della critica di settore a questa struttura.

La quotidianità di un lavoro vero dà la possibilità a molte persone di cambiare, ogni giorno, insieme. I Gelatieri per il Gelato hanno accettato di buon grado di poter collaborare con tale struttura, organizzando degli incontri formativi, ma soprattutto portando testimonianza della propria passione e della vicinanza a chi affronta un percorso di recupero.

I primi due gelatieri impegnati in questo progetto sono stati Gianfrancesco Cutelli e Barbara Bettera, che vediamo in queste foto impegnati in un bellissimo incontro.

 

Altri incontri seguiranno con altri gelatieri volontari.
Gelatieri per il Gelato è anche questo…..

 

11 aprile 2017: data storica per l’accordo con L’Università Torvergata

E’ stata ufficialmente siglata una convenzione tra il Dipartimento di Biologia dell’Università di Tor Vergata in Roma e il Movimento Culturale Gelatieri per il Gelato, per avviare un progetto di ricerca, per far sì che il gelato possa essere anche veicolo di prodotti nutraceutici che possono permettere all’organismo di favorire tutte quelle attività antiossidanti, di promuovere l’apporto di nutrienti buoni che sono presenti nelle piante, e di poter quindi utilizzare il gelato come un alimento che fa bene alla salute.

Questa convenzione ha lo scopo di mettere in contatto questi due mondi e di promuovere il gelato artigianale come “collezione delle biodiversità delle professioni”.

Il Direttore del Dipartimento di Biologia, la professoressa Antonella Canini si è detta felice di collaborare con un’Associazione che intraprende questa attività culturale volta alla valorizzazione del gelato come alimento e del gelatiere artigiano come professionista preparato.

Il gelato, in quanto alimento, può essere un buon veicolo di tutta una serie di materie prime che possono dare dei benefici al nostro organismo. Tra questi ci sono naturalmente gli antiossidanti, i probiotici, i prodotti che comunque contribuiscono a creare un equilibrio nell’organismo, tale da renderlo capace di difendersi da quelli che sono gli attacchi esterni.

Roberto Lobrano, Presidente del Movimento Culturale GxG ha voluto sottolineare l’importanza di questo accordo, anche perché si tratta di veder collaborare degli esperti in biologia, in scienze della nutrizione, in chimica organica, in botanica con dei semplici gelatieri. Degli artigiani che fanno un’attività che, nella maggior parte dei casi, la società considera marginale, poiché il gelato non è certamente un prodotto indispensabile all’alimentazione umana. Però i gelatieri sanno anche che fare il gelato può essere qualcosa di più che semplicemente miscelare alcuni ingredienti in modo corretto: sono coscienti che il loro prodotto potrebbe diventare il veicolo per una fascia di clientela più sensibile, debole o con delle problematiche alimentari, degli elementi che possono essere assunti con il sorriso. Non si deve infatti dimenticare che il gelato è un prodotto “del sorriso”, che le persone vanno a ricercare per concedersi un piacere edonico. Il gelato inoltre, se fatto in un determinato modo, può essere anche inserito in un piano di buona educazione alimentare. Già oggi molti colleghi adottano per le loro lavorazioni ingredienti di alta qualità, fanno attenzione ad abbassare il totale degli zuccheri e qualche volta anche l’indice glicemico dei propri gelati.

L’aiuto, che una struttura scientifica come quella di Torvergata può dare per comprendere meglio quelle che sono le potenzialità di alcuni ingredienti, che magari nessuno ha ancora pensato di utilizzare, è di grande portata, anche in virtù delle piante eduli presenti nell’orto botanico di Roma che ancora non utilizziamo, ma di cui sono note le proprietà salutistiche.

L’obiettivo potrà quindi essere: trasformare un prodotto che si consuma per solo piacere in uno che fa anche bene alla salute. E’ vero che non siamo i primi ad aver fatto questo tipo di scelta, anzi, c’è da dire che molti gelatieri, anche in modo un po’ improvvisato, si cimentano a inserire degli ingredienti funzionali nel loro gelato. Oggi basta una superficiale ricerca su internet per raccogliere informazioni e sperimentare. Ma non basta assemblare ingredienti: occorre anche valutare l’impatto dei processi produttivi, conoscere le caratteristiche chimiche e le interazioni tra diversi elementi. Inoltre dichiarare la funzionalità di un prodotto, senza che questo sia stato analizzato e certificato, è addirittura fuori dalla legge.

Visto che il gelato è la sintesi e la trasformazione di ingredienti diversi in un nuovo prodotto, è chiaro che durante i processi produttivi qualcosa potrebbe cambiare. Il gelatiere ha quindi la necessità di sapere cosa, di ciò che è stato inserito nel gelato, arriva sul cono in termini di funzionalità. L’unico modo per scoprirlo è l’analisi in laboratorio e un ente autorevole che ne certifichi gli ingredienti e i processi.

Ecco il perché  di questa unione, ai Gelatieri per il Gelato piace l’idea di poter condividere queste informazioni, metterle insieme, studiarle e portarle alla conoscenza dei nostri clienti. Sarebbe meraviglioso poter dire un giorno ecco il gelato che può aiutare una persona affetta dal morbo di Alzheimer, poiché contiene una certa sostanza in quantità sufficiente e certificata per ottemperare a tale scopo. Oppure il gelato per diabetici, o per qualsiasi altra patologia.

E’ un terreno molto complesso e pericoloso che il gelatiere non può pensare di percorrere in autonomia, ma solo con il supporto di laboratori scientifici accreditati, ricercatori preparati e docenti che studiano la materia da anni e istituti di certificazione.

Oggi ciò diventa possibile grazie all’impegno e al tempo che è stato messo a disposizione da parte dell’Università nei confronti di questa associazione. Nasce quindi un progetto che porterà risultati che potranno essere condivisi con i nostri colleghi, per aumentare il valore della nostra professionalità e soprattutto per il bene dei nostri clienti.

Questa convenzione è un primo passo all’interno dell’Università di Tor Vergata da parte dei GxG che speriamo possa portare alla realizzazione di altre iniziative. Fa parte di un programma di interventi iniziato nel 2016 con il world café “Immagina il futuro”, proseguito con la “Prima giornata sull’analisi sensoriale del gelato” presso il CNR-IBIMET di Bologna ed altri interventi che troveranno spazio in un articolo apposito che pubblicheremo presto su questo blog.