Legislazione

In questa sezione riportiamo alcune normative italiane ed estere che riguardano il gelato, utili per confronti e per ispirare un codice del gelato di tradizione italiana chiaro e condiviso dai Gelatieri per il Gelato.

Qui potete scaricare il regolamento UE 1169 del 25-10-11 relativo alla fornitura di INFORMAZIONI SUGLI ALIMENTI destinati ai consumatori.

Di seguito riportiamo la normativa vigente in germania in una traduzione italiana (un ringraziamento a Fausto Bortolot per il documento).

Norme sul gelato vigenti in Germania

Gelatieri per il gelato

Gelatieri per il gelato

Il file che segue è il disegno di legge sul Gelato Tradizionale Italiano presentato (senza successo) dalla Senatrice De Petris con la collaborazione di CNA e Slow Food:

Gelato tradizionale italiano disegno di legge

Ecco invece un documento che riporta la definizione del gelato nell’Enciclopedia francese datato 1751 (un ringaziamento a Luca Caviezel per la traduzione):

ENCICLOPEDIA definizione del gelato

16 pensieri su “Legislazione

    1. gelatieriperilgelato Autore articolo

      Oltre che estrema è anche inutile, visto che da sempre il gelatiere utilizza semilavorati di qualità come le paste di nocciola, di cacao, di pistacchio ecc… E’ come se ad un mobiliere artigiano non fosse concesso di acquistare il legno per fare i suoi manufatti ma lo si vorrebbe obbligare a tagliarsi la legna nei boschi…

  1. Pingback: Regolamento U.E. 1169 del 25/10/2011 « gelatieri per il gelato

  2. davide

    Buongiorno, ho letto i vostri articoli e la proposta di legge in merito al riconoscimento del Gelato Artiginale italiano, ottima iniziativa ma oltre a finire sulla stampa come legge inutile rimane il solito buon proposito portato avanti da ogni associazione di categoria presente sul territorio ma che poi si trasforma in chissa cosa (il sonno della ragione genera mostri)

    Rispondi
    1. gelatieriperilgelato Autore articolo

      Ciao Davide,
      non è nostra intenzione fare alcuna proposta di legge. Forse tu ti riferisci a quelle presentate in passato da altri e che noi abbiamo incluso nell’archivio per poterle visionare.
      Quello che ci interessa come libero gruppo di gelatieri è diffondere la nostra definizione di gelato artigianale e di gelatiere artigiano tra coloro che ne condividono i principi. Vorremmo che la categoria fosse più unita e che le discussioni sulle regolamentazioni del nostro mestiere si potessero fare tra di noi, senza mediazioni politiche e senza l’ingerenza dell’industria o dei nostri fornitori.

    2. davide

      piacerebbe anche a me che la categoria fosse più unita ma dall’altro anche che sia tutelata anche perchè se l’industria non è riuscita prima a surclassare le gelaterie artigianali ci sta riuscendo adesso con formule tipo franchising o altro….
      l’artigiano produce con passione il proprio gelato e ciò comporta tempo ecc ecc mma per essere competitivi oggi devi anche fare marketing immagine, leggendo un articolo di un blog su una gelateria “famosa” per i suoi franchising nel mondo la critica mossa era che aveva puntato più al marketing e all’immagine che al gelato. Mi piacerebbe che le gelaterie avessero l’obbligo di indicare la tipologia di latte usato dato che se non mi sbaglio ancora oggi che uno usi latte fresco o latte in polvere può indicare latte,

  3. davide

    Dimenticavo solo una cosa …… volevo partecipare come gelateria a slow food a Torino, contattata la segreteria mi son sentito rispondere che loro lavoravano solo con aziende che avevano gia rapporti con loro e che quindi non potevo partecipare….
    Deluso di non poter partecipare ero comunque presente al salone di slow food per ricevere il premio dell’eccellenza artigiana del piemonte per la gelateria e dopo la premiazione mentre visitavo il salone ho visto l’unica “gelateria” presente una catena che a torino distribuisce il gelato ai bar e questo mi ha lasciato interdetto !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    1. gelatieriperilgelato Autore articolo

      ecco perché è importante che condividiamo cosa significa essere gelatieri artigiani e che siamo chiari su cosa significhi produrre e vendere “gelato artigianale di tradizione italiana”.

    2. Corrado

      Ciao Davide, entrare in un mercato come lo slow food hai capito che è praticamente impensabile se non sei del giro. L’eccellenza artigiana viene ottenuta solo con canoni che decidono loro il che limita ogni nostro tipo di lavoro nonché la fantasia leggi rispettando chiaramente. Qualche conoscenza potrebbe aiutare… ma non è la mia politica e decisamente non la sopporto. A Torino ultimamente vige la legge del marchio famoso o della famiglia importante. L’unica cosa che ti posso dire è di non prendertela anche se è duro. La costanza paga, fidati. Corrado

  4. Fabio Pasquarella

    Salve, non sono d’accordo con il punto 2 del disegno di legge, nella fattispecie dove si parla di obbligo di uso del matecatore discontinuo. Io penso invece che sia bene dare piena libertà sul sistema di mantecazione, altrimenti questa storia del disciplinare rischia di essere una coperta troppo corta. Tradizione infatti non significa arresto evolutivo, ci sono mantecatori continui che ben si adattano nei laboratori artigianali e che permettono un controllo fine del prodotto finale, così come non si capisce perchè occorra precludersi la possibilità del sistema ad azoto liquido. A questo punto allora se si parla di tradizione italiana perchè usare il latte in povere che è stato brevettato all’estero e non ha mai fatto parte della tradizione se non nei decenni più recenti?
    Non sono inoltre d’accordo neanche con il punto 2.5, in cui si stabilisce una quantità minima di solidi nel gelato di frutta. Al punto 2.1 pare che per gelato di frutta si intende il sorbetto di frutta, ebbene ci sono formulazioni che possono spingersi al di sotto del 28% di solidi.

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    1. gelatieriperilgelato Autore articolo

      Tutte argomentazioni valide che infatti stiamo discutendo nell’ambito dei gruppi di lavoro.
      Non dimenticare che il disegno di legge a cui ti riferisci non è quello che abbiamo “disegnato noi” ma è quello già presentato in passato e che ha evidenti limiti.

  5. Fabio Pasquarella

    Sì, quello lo avevo letto…scusa la banalità della domanda, ho scoperto da poco la vostra iniziativa e ne condivido la assoluta necessità, pur comprendendo la complessità della questione e i rischi connessi, ma i gruppi di lavoro sono una cosa “interna” o è possibile partecipare in qualche maniera? Mi interesserebbe molto, grazie

    Rispondi
    1. andrea soban

      E’ possibile partecipare ai gruppi commentando i vari post che i gruppi stessi stanno elaborando

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