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Analisi sensoriale e gelato

Qual è l’obiettivo di un corso sull’analisi sensoriale dedicato al gelato e ai suoi ingredienti?

Recentemente il Movimento dei Gelatieri per il Gelato è stato coinvolto in una iniziativa formativa di analisi sensoriale, presso i laboratorio del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) di Bologna. Si è trattato di un percorso molto intenso ed approfondito sulle tecniche di analisi sensoriale tenuto da alcuni dei massimi ricercatori ed esperti di questo argomento.

Intanto occorre precisare che l’analisi sensoriale si propone di dare attendibilità scientifica e sviluppi applicativi alla capacità umana di percepire tramite i sensi ed esprimere i giudizi di intensità e gradimento che determinano la scelta dei prodotti.

L’analisi sensoriale è stata definita come “un metodo scientifico usato per risvegliare, misurare, analizzare e interpretare quelle risposte ai prodotti che sono esito della percezione tramite i sensi della vista, dell’olfatto, del tatto, del gusto  e dell’udito” (Stone and Sidel, Sensory evaluation practices, 1993) (Definizione accettata e fatta propria da American  Society for Testing and Materials e Institute of Food Thecnologists).

Nel Laboratorio di Analisi Sensoriale dell’IBIMET vengono abitualmente condotti test sensoriali con panel formati ed addestrati alla valutazione di diversi prodotti agroalimentari.

Il laboratorio di analisi sensoriale è il luogo in cui vengono condotte le valutazioni sensoriali dei giudici. Deve essere strutturato in modo da garantire la conduzione dei test sensoriali in condizioni costanti e controllate tali da minimizzare fattori fisici o psicologici che possano inficiare la performance dei giudici e quindi l’attendibilità dei risultati.

Quello di Bologna è provvisto di 14 cabine individuali di assaggio a norma UNI ISO 8589:1990; il piano di lavoro di ciascuna cabina è di 90 cm di larghezza e di 60 cm di profondità, per potervi disporre i campioni, gli utensili, le schede ed è dotato di un terminale che permette la registrazione e la successiva analisi dei dati.

Il percorso formativo dei gelatieri li ha impegnati per tre giornate di test di vario tipo, tra cui:

Metodi Discriminanti Qualitativi

I test discriminanti qualitativi permettono di stabilire se una differenza sensoriale percepibile esiste tra due o più prodotti senza stimare l’entità della differenza.

Tra i metodi discriminanti qualitativi, dettagliatamente normati, ci sono:

Metodi Discriminanti Quali-Quantitativi

I test quali-quantitativi consentono di ottenere informazioni circa l’entità della differenza sensoriale esistente tra più campioni o la categoria di appartenenza di un campione in riferimento ad una scala di misura.

Possono essere utilizzati, oltre che nelle sedute di valutazione sensoriale vere e proprie, anche nelle fasi di addestramento dei giudici facenti parte del panel. Uno dei principali metodi discriminanti quali-quantitativi è il Metodo di ordinamento.

Metodi Descrittivi

I test descrittivi vengono impiegati per descrivere e quantificare le caratteristiche sensoriali percepite in un prodotto.

I diversi metodi descrittivi si articolano in quattro fasi principali:

  • definizione del vocabolario dei descrittori sensoriali del prodotto in esame (analisi qualitativa);
  • messa a punto degli standard di riferimento per ogni descrittore, corrispondente al valore massimo di intensità sulla scala di valutazione impiegata;
  • valutazione dell’intensità di ogni descrittore nel prodotto in esame (analisi quantitativa);
  • elaborazione statistica e interpretazione dei risultati.

Metodi Dinamici

I test dinamici consentono di misurare la variazione temporale d’intensità delle caratteristiche sensoriali percepite in un prodotto.

La percezione sensoriale di un alimento è un processo dinamico che evolve nel tempo.

L’analisi sensoriale classica fornisce una fotografia di ciò che accade durante l’assaggio, ma i processi fisiologici che regolano l’assunzione del cibo sono costituiti da una serie d’eventi che modificano la percezione sensoriale nel corso del tempo. Oggi è possibile monitorare gli eventi che determinano la nostra percezione sensoriale complessiva secondo per secondo sfruttando gli innovativi test dinamici.

Al termine di questo percorso i corsisti hanno avuto modo di misurare le proprie capacità di analisi e di tarare il proprio “strumento sensoriale” acquisendo anche un vocabolario adeguato alla descrizione delle proprie sensazioni.

Le implicazioni professionali di questo percorso includono:

  • La capacità di riconoscere all’assaggio le caratteristiche peculiari di alcuni ingredienti, discriminandoli sotto il profilo della qualità e della tipologia (ad esempio diversi tipi di vaniglia, di pistacchio o di nocciola);
  • Analizzare i risultati sensoriali derivanti dall’utilizzo di diversi ingredienti nella matrice gelato, in funzione di un miglioramento nel loro impiego.
  • L’importanza della comunicazione e del racconto per guidare il cliente ad un assaggio consapevole dei propri prodotti;
  • La capacità di organizzare dei game/test sensoriali per i clienti con la funzione di identificarne le preferenze e per testare nuovi prodotti da inserire alla vendita.

Visto il successo del corso (entrambe le edizioni di ottobre hanno fatto il sold out), è stata inserita una nuova edizione dal 15 al 17 di novembre.

Per informazioni e iscrizioni sulla sessione di novembre: presidenza@gelatieriperilgelato.com.

I GxG allo Sherbeth Festival

Questa edizione dello Sherbeth Festival di Palermo vede una numerosa presenza dei gelatieri per il Gelato, sia tra il coordinamento tecnico del laboratorio che tra i concorrenti.

Su 45 gelatieri partecipanti ben 12 sono appartenenti attivi al Movimento Culturale dei Gelatieri per il Gelato.

Anche il Direttore Antonio Cappadonia e il Condirettore Giovanna Musumeci sono attivi partecipanti al movimento, così come i due storici responsabili di laboratorio Arnaldo Conforto e Ruben Pili.

 

Il Movimento dei Gelatieri per il Gelato nasce proprio nell’edizione di Sherbeth Festival del 2011, grazie alla spinta di Luca Caviezel e Carlo Pozzi, che hanno riunito intorno a sé un gruppo di gelatieri con il desiderio di preservare la cultura del vero gelato di tradizione italiana e di stilare una definizione concettuale di gelato artigianale e di gelatiere artigiano.

Sono passati un po’ di anni da quella prima riunione avvenuta nelle sale comunali di Cefalù. Oggi il movimento è un’Associazione Culturale che riunisce una cinquantina di gelatieri, che hanno aderito volontariamente ad un codice etico e che si stanno organizzando per crescere ancora e diffondere i principi di professionalità e trasparenza tra il pubblico amante del buon gelato artigianale di tradizione italiana.

Alcuni dei partecipanti alla riunione con alcuni illustri ospiti. Manca nella foto Antonio Cappadonia.

Nuovo corso di Analisi Sensoriale del gelato a Ottobre 2017

E’ stata definita la prima sessione del secondo appuntamento formativo sull’ANALISI SENSORIALE DEL GELATO ARTIGIANALE. Un interessante incontro di tre giornate dove verranno applicati i parametri scientifici di analisi sensoriale nella degustazione del gelato artigianale.

La data è stata fissata per i giorni dal 9 all’11 ottobre 2017.  

Il programma di questo corso nasce dopo il grande successo del primo incontro avvenuto nel gennaio 2017 presso i laboratori sensoriali del CNR-IBIMET di Bologna. Si tratta di un corso strutturato che si snoda in tre giornate, tenuto dai massimi esperti del settore di analisi sensoriale, verrà effettuato un impegnativo percorso formativo all’interno delle strutture del CNR-IBIMET, per giungere all’analisi sensoriale del gelato artigianale e dei suoi componenti principali.

Ci saranno test e valutazioni in cabina di degustazione e sarà riservato solo a 12 partecipanti. Infatti la struttura del CNR-IBIMET di Bologna dispone di 12 cabine che potranno ospitare altrettanti “aspiranti analisti”.

Gli obiettivi principali sono quelli di:

  • Formare i gelatieri sulle tecniche di analisi sensoriale di alcuni ingredienti e del gelato, nell’ottica di una maggiore consapevolezza ed educazione alimentare.
  • Far comprendere l’importanza della conoscenza degli ingredienti e delle loro caratteristiche nella percezione degustativa del gelato;
  • Comprendere le differenze di percezione tra diversi ingredienti della stessa classe.

In caso di iscrizioni superiori alle 12 persone verrà organizzata una seconda edizione.

L’organizzazione di questo evento è in collaborazione con l’Associazione Culturale Gelatieri per il Gelato.

QUOTE DI ISCRIZIONE:

La Quota di iscrizione al corso è di: € 600,00 + IVA
Per i soci del Movimento Culturale Gelatieri per il Gelato l’accesso al corso ha un costo ridotto.

Per chi viene da fuori Bologna c’è la possibilità di essere ospitati in una struttura alberghiera convenzionata. Informazioni a: presidenza@gelatieriperilgelato.com

L’iscrizione al corso prevede la richiesta tramite mail a presidenza@gelatieriperilgelato.com e il pagamento di una caparra di € 183,00 (150,00 + IVA) da versare sul c/c intestato a GxG Associazione culturale IBAN: IT65A0611536670000000001621 Causale: Iscrizione corso Analisi Sensoriale 9/10/17″

A causa del grande interesse verso la materia e i limitati posti disponibili, consigliamo di prenotarsi quanto prima.

Gelatieri per il Gelato e Simposio

Sabato 8 e Domenica 9 Luglio si è svolta la prima edizione di “Simposio Zagarolo” nella splendida cornice di Palazzo Rospigliosi, un edificio cinquecentesco, legato ad una delle più importanti famiglie nobiliari della Roma rinascimentale e barocca: i Colonna.

Si tratta di una manifestazione enogastronomica dedicata alle eccellenze artigianali del cibo e del buon bere. Fa parte di un percorso nato dall’evento Simposio Roma, che si svolge ogni anno a novembre presso il Salone delle Fontane in Roma.

Questa prima edizione vede anche l’esordio della collaborazione tra Simposio e i Gelatieri per il Gelato. I Gelatieri per il Gelato hanno proposto il format già sperimentato a Identità Golose 2017 “Gelato a quattro mani”, dove i gelatieri propongono un gelato ciascuno più uno creato insieme, davanti al pubblico in un cooking show coinvolgente per il pubblico.

Il primo appuntamento di sabato ha visto i gelatieri Dario Rossi e Francesco Dioletta. Il primo ha presentato il gelato gastronomico con cui è stato premiato dal Gambero Rosso come miglior gelato gastronomico 2017 “ Ricotta di Pecora ai fiori di Zucca e Alici”. Mentre Francesco ha presentato il gusto “Abbraccio Mediterraneo” (gusto creato dai GxG nell’ambito della collaborazione con la Lega Pro per UNICEF).

Domenica, per il secondo cooking show, è stata la volta di Stefano Ferrara e Veruska Cardellicchio, il primo ha presentato una Marzolina con un coulis di pesca, mentre Veruska ha presentato un sorbetto di Zenzero e Menta. Insieme hanno preparato un sorbetto di Pesca tabaccheria.

Nel pomeriggio di domenica Roberto Lobrano ha presentato il progetto formativo per le scuole primarie “Impariamo il buon gelato”. Si è trattato di un breve corso di avvicinamento alla creazione del gelato artigianale, indirizzato ai bambini dai 7 agli 11 anni. I bambini presenti hanno potuto assistere ad una breve e divertente lezione sull’origine del gelato e giocare con cruciverba e analisi sensoriale degli ingredienti. Il tutto per entrare in contatto con i prodotti naturali che compongono il gelato artigianale di tradizione italiana, promosso dall’associazione dei Gelatieri per il Gelato. Questo progetto verrà presentato in molte scuole d’Italia a partire dal prossimo settembre.

L’ultimo cooking show ha visto la partecipazione di Renato Trabalza e Roberto Troiani, il primo ha preparato zabaione con uve grechetto passite (principio sauternes) del viterbese, con in variegatuta una riduzione di vino rosso (blend s.giovese/merlot) del Circeo e degli amaretti artigianali.
Il gusto che ha presentato Roberto è stato “Malvasia del territorio in purezza con in variegatura rosmarino noci e miele di castagno”.
Il gusto che hanno preparato insieme: sorbetto di lamponi dei monti Cimini e Pomodori Casalino scottati alla maggiorana fresca e sale Maldon affumicato.

Questa collaborazione con Simposio si ripeterà a Roma per l’evento nazionale presso il Salone delle Fontane all’EUR il 21/22 Ottobre 2017, dove i Gelatieri per il Gelato presenteranno altre iniziative di condivisione e cultura del gelato artigianale di tradizione italiana.

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La vera storia delle “leggi” sul gelato

Abbiamo avuto recentemente notizia che un nostro illustre collega è stato intervistato da un giornalista di una rivista “di settore” per rispondere a delle domande sulla nuova proposta di legge sul gelato artigianale. Ne è uscita fuori una interessante cronistoria di ciò che negli ultimi 30 anni “NON” è successo…

La notizia vera è però che questa intervista non uscirà…. nel senso che l’editore pare abbia deciso di non pubblicare il pezzo. Non sappiamo il perché ma possiamo solo fare delle supposizioni. Forse la notizia non è stata giudicata interessante per i i lettori? Forse si tratta di informazioni false e calunniose? Forse si teme di urtare la sensibilità di alcuni inserzionisti?

Non lo sappiamo con certezza.

Quello che è certo è che la circolazione delle notizie può prendere strade diverse da quelle della carta stampata e patinata che, da tempo, non ha più il monopolio dell’informazione di settore.

Ciò ci fa anche sospettare che chi si occupa di editoria non sempre fa informazione rispettando tutte le parti, ma potrebbe essere condizionato da chi investe in pubblicità. Non sappiamo se questo è il caso, ma il dubbio è legittimo.

Ecco quindi l’intervista che speriamo possa circolare liberamente e che magari possa anche essere ripresa da qualche “editore illuminato”.

Intervista a Loris Molin Pradel sulla legge sul gelato artigianale.

Sono anni, anzi decenni, che si attende una legge che regolamenti il settore della gelateria artigianale. Dopo aver corso il rischio di essere spazzati via, sotto la pressione del gelato industriale, i gelatieri artigiani hanno caparbiamente rialzato la testa e, grazie a tradizione e qualità, hanno riconquistato con il proprio prodotto una fetta di mercato sempre maggiore. Oggi a nessuno verrebbe in mente di far passare il gelato artigianale per un prodotto “surgelato” piuttosto che un prodotto fresco.

Ogni tanto la politica si ricorda del nostro settore e qualcuno si fa paladino del gelato artigianale, tanto che nel corso degli anni ci sono state almeno 4 proposte di legge in merito.

Memoria storica in materia è certamente Loris Molin Pradel, gelatiere bolzanino che da sempre ha avuto a cuore la causa del gelato artigianale e per anni si è adoperato affinché la categoria avesse una sua legge.

D: Loris, è vero che c’è in vista una nuova proposta di legge per regolamentare il settore?

R: Si, ma piuttosto diciamo che è una proposta di legge “vecchia” nei contenuti, ma nuova come approccio.

D: Cioè?

R: Non c’è niente ci nuovo sotto il sole, solo che un parlamentare ha ripreso un vecchio disciplinare e un precedente disegno di legge sul gelato artigianale, li ha uniti insieme e vorrebbe andare avanti.

D: Tutto qua?

R: Si, può sembrare poco, ma come gelatiere sono contento tutte le volte che vedo che si muove qualcosa. Nel corso degli anni ho assisitito a tante buone partenze, che non hanno portato a niente, ma conservo sempre la speranza che sia la volta buona.

D: Intanto chi è che ha preso a cuore la causa del gelato artigianale e la sta portando avanti?

R: in realtà i parlamentari sono due e lo hanno fatto indipendentemente uno dall’altro. Da una parte abbiamo Federico D’Incà di Belluno e dall’altra Giuseppe L’Abbate pugliese, entrambi del Movimento 5 Stelle. Il primo è capogruppo alla Camera e in qualche modo ha avuto a che fare con il gelato, vista la sua provenienza. Il secondo fa parte della XXIII commissione (Agricoltura) e ha scoperto della mancanza di una legge guardando una trasmissione televisiva. Detto ciò vorrei sottolineare che non mi è mai importato di che colore è il gatto che mi porta il topo, l’importante è che si vada avanti.

D: ma quando nasce questa proposta?

R: Verso la metà del 2016 da parte di D’Incà, io sono stato coinvolto qualche mese dopo.

D: quindi è lui il promotore?

R: Si è lui che parte per primo e comincia a lavorarci, poi nel frattempo L’Abbate vede una trasmissione tv, scopre che non c’è una legge sul gelato artigianale e decide di darsi da fare. Qualche mese dopo annuncia il suo proposito mentre è ospite nella stessa trasmissione. A questo punto i due si sono parlati e hanno cercato di fare un collage delle due proposte.

Ora dobbiamo anche considerare che il M5S ha un suo regolamento interno, che prevede che ogni proposta di legge venga presentata su un loro sito, si chiama LEX, dove gli iscritti possono prenderne visione e esprimere le loro opinioni. Poi il parlamentare in questione tira le sue conclusioni e procede.

D: Quindi adesso le cose stanno andando avanti….

R: Si, perché poi ci siamo incontrati alla Camera con entrambe per stendere il testo definitivo. Il titolo di legge è stato già presentato: ” Proposta di legge: D’INCA’ ed altri: “Introduzione della denominazione di “gelato artigianale di tradizione italiana” e disposizioni concernenti la sua produzione” (4236)

D: ma spiegami è la prima proposta seria che viene fatta o anche in passato ci sono state delle proposte interessanti.

R: diciamo che è perlomeno la quinta proposta, ma è come se fosse la prima in quanto questa volta l’approccio mi sembra assai interessante. Andiamo per ordine: la prima è stata la De Petris nel 2004, poi Pinzger nel 2010, poi Nastri nel 2011 e poi di nuovo De Petris il 20 aprile 2015.

D: Ma voi come gelatieri da quanto tempo state lavorando?

R: Eh…, torniamo indietro di parecchio, se ne parla perlomeno dagli anni ’80, ma diciamo che la prima iniziativa seria risale al 1994, quando in Artglace, l’associazione europea che riunisce le associazioni nazionali dei gelatieri, si era arrivati a voler definire il gelato artigianale. Siccome in quel periodo la presidenza era della Spagna e gli italiani non volevano esporsi troppo, hanno dato tutto in mano all’associazione dei gelatieri spagnoli, l’ANHCEA, la quale ha commissionato di redigere un disciplinare. Hanno fatto un lavoro fantastico, ma troppo lungo! Più che un disciplinare sembrava una tesi sul gelato. Un disciplinare deve essere una cosa semplice, essenziale, facilmente leggibile dal gelatiere, un po’ come se fossero i 10 comandamenti.

D: quindi lo avete bocciato?

R: No, piuttosto non eravamo convintissimi su tutti i punti, ma poteva anche andare bene e lo avremmo appoggiato; se non fosse che un bel giorno ci arriva una lettera dal Ministero delle Politiche Agricole, allora ero in Confartigianato, che ci informava che l’ANHCEA spagnola aveva fatto la richiesta di Specialità Tradizionale Garantita per il gelato artigianale. Il Ministero ci informava inoltre del fatto che la richiesta era stata fatta in base ad un certo articolo e questo significava che l’ANHCEA diventava proprietaria del nome di Gelato Artigianale in tutte le lingue utilizzate in Europa. Calma, ci siamo detti, non erano affatto questi gli accordi, per cui quando siamo andati a discutere al Ministero abbiamo espresso le nostre perplessità e la cosa è decaduta, ma non eravamo i soli ad avere delle riserve. Il peso più grande lo ebbero i produttori di macchinari e prodotti per gelato.

D: Quindi non se n’è fatto più niente?

R: A livello europeo no, però siccome la necessità di definire il gelato era forte, ci siamo adoperati per stendere un disciplinare italiano del gelato con l’idea di sottoporlo poi agli altri paesi europei. Come ti dicevo il disciplinare deve essere semplice ed essenziale, mi voglio spiegare con un esempio: se vogliamo definire l‘albero di Natale, non stiamo a specificare di che colore devono essere le palline, ma indichiamo che l’albero di Natale è un abete. Una palma addobbata, può essere bella quanto vuoi, ma non è un albero di Natale.

D: Quindi questo disciplinare non c’è ancora?

R: Noi, intendendo Confartigianato, Cna e Casa, lo avevamo preparato. Dopo averlo redatto e averlo discusso con le varie associazioni, tra le quali AIIPA e ACOMAG, ci siamo presentati al Ministero convinti che ci fossero da fare piccoli aggiustamenti e che ormai fossimo vicini al traguardo.

D: E invece?

R: E invece non se n’è fatto niente, addirittura, alcuni dei rappresentanti delle associazioni suddette hanno perfino negato che ci fossimo mai incontrati! Il Ministero ci ha ovviamente rimandato il tutto e ci ha detto di tornare quando avessimo trovato un accordo. Puoi immaginare il nostro sconforto. È crollato tutto, ma soprattutto è crollata la nostra fiducia nella possibilità di fare qualcosa con certi interlocutori.

D: nostra di chi?

R: Nostra Confartigianato, Cna e Casa. Tanto che dopo pochi mesi CNA, assieme a Slow Food, dopo qualche tempo ha deciso di presentare una sua proposta di legge, la De Petris.

D: Era una buona proposta?

R: No, perchè era finita in mano a persone sostanzialmente poco competenti in materia, che, partendo dal disciplinare fatto da noi, hanno cercato di renderlo più stringente, togliendo delle cose e aggiungendone delle altre. Che se lo avessero preso così com’era sarebbe andato bene. In seguito sono cambiati i vertici di CNA e con l’arrivo di Marco Gennuso facemmo un certo tipo di ragionamento. Ricevemmo alcuni suggerimenti che ci sottolineavano che forse avevamo fatto degli errori di strategia. In sostanza prima di fare certi passi avremmo dovuto consolidarci negli intenti e procedere con un marchio collettivo di qualità. Un po’ come hanno fatto quelli del Parmigiano Reggiano.

D: Cioè?

R: Loro si sono fatti un disciplinare interno, lo hanno praticato, hanno nominato un ente certificatore, hanno fatto un marchio collettivo e poi si sono presentati a chiedere una legge basata su quel disciplinare.

D: Bisogna avere autorizzazioni per fare una cosa del genere?

R: No, visto che si tratta di un accordo privato. E questo è quello che abbiamo fatto con Artigelato; essendo una cosa privata non avevamo bisogno di chiedere autorizzazione a nessuno per farlo. Quando però si cercato di dare una certa risonanza all’iniziativa abbiamo scoperto che le riviste di settore non erano molto interessate, perché la cosa non era gradita agli inserzionisti. Siamo stati allora consigliati a cambiare strategia: scelto un luogo prestigioso, il Circolo della Stampa di Milano, e il 7/7/2007 lanciato l’iniziativa senza invitare la stampa specializzata che non si era dimostrata interessata. Ovviamente si è presentata. Eccome.

D: E voi come l’avete presa?

R: Ci hanno fatto un grandissimo piacere, Artigelato è diventato l’argomento del giorno, su tutte le riviste si parlava di gelato artigianale. A mio modesto parere, la cosa che ha dato scandalo di Artigelato non erano tanto i contenuti, ma il fatto che uscissimo fuori dal sistema: ma come i gelatieri pensanti esistono ancora, ma non sono in via di estinzione, ma non li avevamo soppressi? L’editore di una rivista specializzata ci ha definiti delle “vespe”. Ci sentiamo a dire il vero più “api”. Il titolare di un’azienda di macchine da gelato, nel far polemica, ci ha dato una visibilità che neanche immaginavamo. Putroppo Artigelato non è riuscito ad andare avanti per una serie di vizi burocratici e perché i gelatieri quando gli dici tirare fuori qualche soldo per farsi certificare si tirano indietro. Alla fine eravamo una decina.

Altro errore è stato quelo di far intendere che il disciplinare era per i soci di Confartigianato, CNA e CASA, mentre doveva essere per tutti.

D: Scusa ma in tutto questo tempo nessun politico si è fatto portavoce del settore?

R: Si ci sono state ben 4 proposte di legge: la De Petris nel 2004, poi Pinzger nel 2010, poi Nastri nel 2011 e poi di nuovo De Petris il 20 aprile 2015.

D: e adesso?

R: E adesso vediamo come procede questa nuova proposta e incrociamo le dita. Sono fiducioso perché la proposta non ha la presunzione di definire il gelato artigianale in se, ma di andare a stabilire quale potrebbe chiamarsi “gelato artigianale di tradizione italiana”, quindi è una cosa che non va a compromettere gli interessi di nessuno. La presenza di questa legge non obbliga il gelatiere a fare il gelato nel modo proposto. Chi vuole farlo potrà sceglierlo liberamente. Ovviamente già c’è chi sostiene che l’unica legge valida è quella del mercato. Una volta si chiamava “legge della giungla”. Quello che mi fa “tristemente sorridere” sono quei gelatieri che sostenendo l’idea della legge del mercato credono di essere dei leoni e di potersela giocare. Quando va veramente bene siamo dei gatti. Spesso “sotto la pelliccia si scoprono conigli”.

NB:
Tutti i documenti e i fatti sopra descritti sono dimostrabili.

I GxG ai percorsi del Simposio di Zagarolo

Nell’ambito dell’evento in programma l’8 e il 9 luglio presso l Palazzo Rospiglioli di Zagarolo, si parlerà anche di gelato.

Insieme alle eccellenze della gastronomia italiana ci sarà la possibilità di assistere agli show cooking di alcuni gelatieri appartenenti al movimento dei GxG, nella formula “Gelato a quattro mani”. Due gelatieri proporranno le proprie creazioni e lavoreranno insieme di fronte al pubblico.

Sarà inoltre presentato il progetto “Impariamo il buon gelato” dedicato ai bambini delle scuole primarie.

Ecco il programma che riguarda il gelato:

Sabato 8 luglio

alle ore 18,00:

Domenica 9 luglio

alle ore 12,00:

alle ore 16,00:

“Impariamo il buon gelato”. Presentazione del progetto di introduzione al gelato per i bambini delle scuole primarie con Roberto Lobrano.

alle ore 18,00:

Ulteriori informazioni su: