In occasione della biennale della fiera HOST di Milano il presidente dei GxG Roberto Lobrano ha fatto un intervento sul tema dell’innovazione. 

Le risposte alle domande in diretta le potete sentire nel video qui sotto.

La moderatrice Valentina Vitale ha introdotto il tema in questo modo: In questo spaccato storico culturale, dove sempre più il gelato sta assumendo una valenza nutrizionale e un “fattore” culturale legato alla trazione enogastronomica italiana, sono sempre  più attuali  ed urgenti  le seguenti domande: 

  1. “Dove sta andando il mondo della gelateria?”
  2. “Quali sono le frontiere della sua innovazione?”
  3. “ L’impresa gelateria funziona?”

Anche se non c’è stato il modo in diretta di rispondere, ad integrazione di quanto detto nel video, queste sono le risposte che avrebbe dato il presidente Roberto Lobrano:

Se vogliamo semplificare, il mondo della gelateria è da sempre diviso in due anime:

  • Chi affronta il business del gelato come qualsiasi altro business che ha un obiettivo puramente economico (talvolta anche ad ogni costo).
  • Chi si dedica al lavoro con una certa etica di prodotto e di rispetto per il territorio e per la tradizione.

La prima anima è quella più nutrita e diffusa. Il suo posizionamento è quasi sempre standardizzato e l’eventuale successo si basa innanzitutto sulla identificazione della giusta location, sulla facile replicabilità delle ricette, che spesso sono preparate grazie all’utilizzo abbondante di semilavorati e prodotti pronti all’uso. L’offerta è standard, il prodotto e venduto quasi sempre con la logica dell’impulso e punta sull’attrattiva dei colori e dei gusti mainstream o legati ai personaggi dei fumetti o delle merendine industriali. Qui ci sono piccoli players e anche qualche grande gruppo che tende a replicare i propri punti vendita. Vista la poca differenziazione, laddove non c’è una buona location, le aperture e le chiusure si susseguono in un costante flusso ad onde, spesso molto corte.

La seconda anima è anch’essa composta a sua volta da due diversi approcci. Da un lato ci sono i tradizionalisti puri, coloro che spesso portano avanti la tradizione di famiglia, che godono di uno zoccolo duro di clientela locale affezionata e, anche se non investono molto in innovazione, riescono comunque a portare avanti la propria attività, grazie anche alle proprie scelte qualitative e di rispetto del cliente e del territorio.  Coloro che però non si adattano ai rapidi cambiamenti del mercato soffrono e spesso sono portati a chiudere. Dall’altro lato ci sono i nuovi imprenditori, spesso giovani e acculturati, che scelgono di intraprendere nel mondo della gelateria con coscienza, sia dal punto di vista organizzativo e strategico, sia nel rispetto dell’etica e della valorizzazione del territorio, si formano e cercano di differenziarsi. In questa seconda anima alberga anche il desiderio di elevare il gelato ad un prodotto più alto rispetto al junk food di strada. Si applicano con creatività contaminazioni, si scelgono ingredienti particolari e si inizia a delineare l’idea di differenziare i prezzi all’interno della stessa offerta, giocando sul concetto di valore, come è già in atto in tanti prodotti della ristorazione.

Il mercato è ricco di entrambe le offerte. Mi piace pensare che la seconda anima si stia un po’ allargando, grazie anche a una maggiore attenzione e sensibilità da parte del pubblico per ciò che acquista soprattutto nel cibo. Ma è anche vero che in tempi di rapidi cambiamenti, come quelli nei quali stiamo vivendo l’attenzione al mercato e alla sua trasformazione è vitale per la stessa sopravvivenza. Quindi non bastano le scelte etiche e la qualità: occorre saper fare impresa e cogliere i segnali deboli del mercato per innovare e creare nuovi scenari.

Alla seconda domanda: Quali sono le frontiere della sua innovazione? Si potrebbe rispondere in questo modo.

Quando si parla di innovazione oggi si deve aver presente che il campo è molto ampio. Non basta l’innovazione di prodotto o di processo: occorre anche innovare il altri campi dell’attività imprenditoriale. Dal marketing all’organizzazione. Oggi i punti di forza di un’azienda risiedono più che mai nel mondo dei servizi e della comunicazione. Non mi riferisco ai soli servizi di accoglienza al cliente, ma ad una gamma sempre più vasta di operazioni che servono per agganciare, interessare, fidelizzare e trasformare i clienti in advocate del brand aziendale. Stiamo passando rapidamente dall’era della comunicazione a quella della in-formazione. Il cliente è al tempo stesso curioso di sapere, ma distratto dalla mole incredibile di messaggi che gli arrivano da ogni parte. Quindi oggi per poter affrontare una qualsiasi attività in modo innovativo occorre essere in grado di cambiare velocemente, ovvero essere intimamente flessibili, cogliere i segnali deboli del mercato e avere il coraggio di immaginare il futuro. Se ci si concentra sul presente si è già in ritardo. Occorre inoltre creare delle reti, alimentarle con contenuti interessanti e coinvolgere in modo sistematico i propri stakeholders (inclusi quelli all’interno dell’azienda).

Terza domanda: l’impresa gelateria funziona?

Funziona se la si considera un’impresa, appunto. Un ecosistema composto da tante parti che devono saper comunicare tra loro, portando avanti obiettivi chiari e condivisi. L’imprenditore deve essere il collante e l’ispiratore, deve poter contare su un supporto concreto, deve saper cercare e trattenere i talenti a cui delegare le operazioni che possono essere delegate, per concentrarsi sul mercato e sulla realizzazione delle sue idee. Perché l’imprenditore DEVE avere delle idee, altrimenti non è imprenditore, la sua creatività e il desiderio di realizzare alcuni dei propri sogni sono il motore principale che lo devono spingere a razionalizzare e a portare sul piano pratico ciò che ha immaginato.

Ultima domanda: Quindi in definitiva parlando del mondo del gelato e l’associazionismo: cosa porta come valore aggiunto, azioni concrete, cosa richiede e cosa serve alla categoria?

Come dicevo prima il mercato è diviso, quindi non esiste un’unica categoria che abbia interessi e obiettivi comuni. Del resto è sotto gli occhi di tutti il fatto che in quasi cento anni di attività associative non ci si è ancora uniti sotto un unico cappello in grado di rappresentare un po’ tutti.

I GxG sono un gruppo anomalo e innovativo nel panorama delle associazioni, poiché non nascono come associazione di categoria per difendere degli interessi economici di parte, ma nascono come Associazione Culturale e principalmente in difesa della trasparenza verso il consumatore finale. Si tratta di un gruppo di scambio con un codice etico che fa da collante e da autocontrollo. Le azioni che svolgiamo sono ancora in una fase di brand Awareness, in quanto il numero di associati è ancora piuttosto basso (oggi siamo una settantina). Ma le prospettive sono di crescita e di sviluppo anche verso l’estero. Non siamo sponsorizzati, quindi tutti gli sforzi partono dall’interno e le risorse non sono abbondanti. Abbiamo però già raggiunto alcuni punti importanti. L’operazione trasparenza sul cartello degli ingredienti, lo scambio di competenze attraverso le visite all’interno delle stesse gelaterie durante l’organizzazione di eventi e la solidarietà. E’ un lavoro lungo e costante che però sta già dando buoni frutti.

Ritengo che la forza del gruppo stia nella sua potenziale capacità di creare un’intelligenza collettiva, alimentata dallo scambio di informazioni, in vista di quella che possiamo definire la “crowd innovation”.

I GxG si riuniranno in un Meeting Nazionale a Bologna il 15 dicembre.

Per informazioni scrivere a: segreteria@gelatieriperilgelato.com