Negli ultimi giorni abbiamo assistito, impotenti, al proliferare incontrollato di notizie che riguardano gli effetti nefasti arrecati alla nostra  salute dal gelato.

Su diversi siti web, si sono spesi titoli come “Il gelato fa male al cuore”, oppure “Mangiare gelato è dannoso alla salute”, in una sorta di sensazionalistico allarme generale contro uno degli alimenti più amati dalle persone.
Il più delle volte l’articolo riporta un generico riferimento a “studi scientifici” che affermerebbero tali risultati, ma ho dovuto sudare parecchio per trovare la fonte di tali affermazioni.
Infatti, un giornalista rigoroso, quando scrive di qualcosa che compare su pubblicazioni, riporta doverosamente la fonte scientifica di tali notizie. Purtroppo, in questo caso non è stato così. Vengono offerte notizie con gran clamore ma non viene data al lettore l’opportunità d’approfondire il contenuto del confuso articoletto. D’accordo che siamo in estate e la lettura sotto l’ombrellone richiede leggerezza, tuttavia le affermazioni contenute in questi articoli sarebbero meritevoli di conoscenze più dettagliate.

Per cui mi sono preso la briga di cercare le fonti.

Ed eccole qui per chi volesse cimentarsi nella lettura dell’originale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6538975/), un articolo del British Medical Journal che essenzialmente studia il rapporto tra malattie cardiovascolari e l’alimentazione con cibi ultraprocessati. Come esempio di cibi ultraprocessati è citato anche l’ice-cream (Main food groups contributing to ultra-processed food intake were sugary products (28%, for example, confectionaries, ice cream, pastries, sweetened dairy desserts) followed by ultra-processed fruit and vegetables (18%, for example, instant powder dehydrated vegetable soups and broths, vegetable nuggets, fruit based sweetened desserts), beverages (16%, for example, sodas, sugary and artificially sweetened non-carbonated beverages), starchy foods and breakfast cereals (12%, for example, pre-packaged bread, industrial dough, ready-to-eat industrial pasta or potato based dishes, breakfast cereals), and processed meat and fish (11%, for example, nuggets, fish fingers, sausages, processed ham)).

 

Più avanti l’articolo specifica anche che il cibi ultraprocessati sono cibi con bassa proprietà nutrizionale, prodotti industrialmente.

A questo punto è chiaro il nesso tra le affermazioni degli studiosi e gli articoli comparsi recentemente.

L’insipienza di chi riprende articoli scientifici per pubblicarli in Italia, è alla base dell’erronea traduzione del termine “ice-cream”. Chiunque conosca, almeno ad ampie linee, la differenza tra ice-cream e gelato non farebbe mai e poi mai la sovrapposizione semantica tra le due parole.
L’ice-cream è un prodotto eminentemente industriale, sottoposto (lui sì) a iperprocesso.

Il gelato artigianale di tradizione italiana assolutamente no!
Il gelato artigianale di tradizione italiana è un prodotto con elevate qualità nutritive e nutrizionali, ed assolutamente non ultraprocessato (sempre che la pastorizzazione non sia misteriosamente ricaduta all’interno di qualche tabella di iperprocesso industriale).

Questi sono i nostri ingredienti:

L’utilizzo di prodotti freschi, locali, lavorati in un laboratorio artigianale, non può in nessun senso essere considerato processo industriale, e quindi, quanto riferito dalla rivista British Medical Journal, non può applicarsi al nostro gelato.

Una tirata d’orecchie ai tanti pseudo-giornalisti che hanno riportato acriticamente i risultati dello studio mi pare d’obbligo. Cavalcare il sensazionalismo della notizia senza approfondimento non depone a favore della loro professionalità.

Questi sono i nostri laboratori:

Questi i nostri processi:

Tant’è, ormai la frittata è fatta ma potete ristabilire la verità parlando con i vostri clienti e spiegando la situazione nei termini corretti.

Comunque sia, VIVA IL GELATO!

Pierluigi D’Ambrosio