Lettera aperta dei GxG in risposta di un comunicato stampa diffuso dal signor Riccardo Caviezel a nome del Maestro Luca Caviezel

 

Qualche giorno fa è stato inviato un comunicato stampa ad alcune redazioni di settore (pubblicato in anteprima sulla pagina personale del Direttore della rivista Punto.it) a firma di Luca Caviezel ed inviata dal figlio Riccardo in sua vece, il cui testo riportiamo in modo integrale:

“Cari amici,
Il sottoscritto Luca Caviezel nel pieno delle mie facoltà mentali dichiaro il mio recesso all’adesione del movimento Gelatieri per il Gelato.
I motivi sono numerosi, ma in particolare il mio disaccordo riguardo l’estremismo delle posizioni assunte pubblicamente su presunti gelatieri di serie A e di serie B , relative all’utilizzo degli ingredienti composti e di semilavorati industriali, l’eccessiva personalizzazione nella comunicazione ai media con apici davvero imbarazzanti, dare premi in mio nome senza neppure essere avvisato personalmente visto che non ho delegato nessuno a sostituirmi o come mio referente. Qualora questo non fosse possibile, desidererei che venisse informato quantomeno mio figlio Riccardo in quanto unico ad essere autorizzato da parte mia.
Ho lavorato tutta la vita da uomo libero ma sempre per l’unità della categoria e per esaltare i pregi del prodotto “gelato artigianale”, ben consapevole che evidenziando eccessivamente le singole personalità si sarebbero create divisioni professionali e personali, che andrebbero contro il mio essere e i miei principi.

In fede
Luca Caviezel”

Premesso che avremmo avuto il piacere di una comunicazione scritta per email e seguita dall’ufficialità di una raccomandata indirizzate alla presidenza, prima di essere data in pasto alla stampa, restiamo in attesa delle dimissioni ufficiali (che non sono mai arrivate in nessuna forma alla sede legale dell’associazione).

Prendendo atto della veridicità del comunicato stampa, approfittiamo per ringraziare il maestro Luca Caviezel, per il contributo dato al mondo della gelateria artigianale, e alla nostra associazione. Al tempo stesso ci piace precisare che la linea guida dei GxG ed il codice etico sono stati tracciati dai soci fondatori insieme al maestro Luca Caviezel, la stessa linea è pienamente condivisa da tutti gli associati, ed intendiamo proseguire su questa linea fermamente.

L’associazione GxG è un movimento di Gelatieri Artigiani che si è autoregolamentato con linee guida etiche da seguire, per comunicare con trasparenza al cliente finale, non siamo assolutamente esseri superiori come qualche detrattore ci definisce, ma un insieme di colleghi ed amici che condividono la stessa filosofia di lavoro, sempre pronti a confrontarsi per fare del confronto la reciproca crescita, e senza mai denigrare la categoria.

Il pubblicare la notizia come uno scoop giornalistico (significa che siamo considerati) ma senza aver la certezza che le dimissioni siano mai arrivate, e quindi accettate, ci è sembrato un errore, mentre i commenti di gioia di alcuni colleghi comparsi sulla rete sono decisamente di pessimo gusto, ci piacerebbe sapere perché tutto questo gioire per le presunte dimissioni di un grandissimo uomo che a 95 anni decide di uscire da un’associazione da lui fondata: ciò non sminuisce la grandezza dell’uomo né la bontà dell’associazione.

Tutti i soci dei GxG

 

Abbiamo pensato di non commentare ulteriormente questo fatto se non mettendo in chiaro un paio di lettere indirizzate all’associazione a sua firma durante le attività associative. Questo per evidenziare il vero pensiero del Maestro che ci ha stimolati e motivati a percorrere insieme questa strada difficile e impervia della difesa del gelato artigianale e della professionalità del gelatiere artigiano.

 

Agli Amici del Gruppo dei GELATIERI PER IL GELATO

                                                 San Gregorio di Catania, il 7 Gennaio 2015

Cari amici,

Il nostro ultimo incontro operativo risale a parecchi mesi addietro a Bologna. E’ vero che vi è stato nel mentre una nostra presenza al SIGEP nella cui occasione presentammo la nostra DEFINIZIONE del gelato italiano.  Da allora, purtroppo, vi sono stati solamente contatti per mezzo di corrispondenza (piuttosto limitata), ma soprattutto ……. una caduta di interesse al nostro Movimento.

Che sta succedendo?  In occasione della recente MIG di Longarone per la quale il nostro “Segretario” si era attivato a riunire quanto meno i colleghi presenti in quella manifestazione, ebbero a ritrovarsi in 4 o 5 soci.  E vero che alcuni amici presenti alla MIG erano impegnati nella manifestazione e soprattutto non tutti i nostri aderenti si saranno recati a Longarone in quella occasione ed io ne ero uno di quelli:  pazienza, a volte le cose si mettono “di traverso”.

Racconta Roberto (il “Segretario”) che sembrano esservi parecchie nuove richieste di adesione al nostro Movimento ancora “non regolarizzate”.

Ma “PRIMA DI ANDARE AVANTI” mi sembra assolutamente indispensabile che tra di noi venga fatta corretta chiarezza ed indispensabile impegno SE RITENIAMO VALIDO E PRODUTTIVO IL NOSTRO LAVORO.

Non credo he vi sia molto da disquisire sulla ormai penosa DECADENZA di buona parte dei nostri prodotti nella “Terra d’Elezione del Gelato”.  Una volta esistevano notevoli differenze e diversità tra i diversi preparati da una Regione e l’altra, diversità tra città e città.  Oggi assistiamo ad una deludente massificazione, tipico prodotto della decadenza.  Ne siamo sicuramente tutti pienamente convinti ma, si ha l’impressione, che ………stiamo troppo spesso indifferenti e disattenti.

Cari amici, tutto questo non è accettabile !

Se avessi ancora 85 anni (ne conto oggi oltre 91) sarei in prima linea con voi, ossia con tutti quelli di voi che sentono il  DOVERE (dico IL DOVERE) di evitare che altri, legati unicamente ai propri INTERESSI ED AL PROPRIO  BISOGNO DI DOMINAZIONE distruggano un patrimonio che nessun altro paese possiede e che vale “ancora” il prestigioso titolo del Made in Italy.

Da quando, alcuni anni addietro, il nostro movimento ebbe a prendere il suo avvio, diciamocelo se non con orgoglio, quanto meno, con piacere, siamo stati in grado di “stoppare”, di “bloccare” il tentativo di “predominio” di  AIIPA e di  ACOMAG sul nostro campo.

Ricordate gli attacchi concentrici del Dott. Benvenuto e del Sig. Bartyan nei confronti di Carlo Pozzi e Luca Caviezel.

Dopo avere, per decenni, correttamente elogiato il contributo di queste aziende al progresso del nostro gelato in Italia ed anche all’estero, si vede che, essendo noi contrari e critici circa una certa “SVOLTA” che andava profilandosi, siamo stati “messi alla gogna”.

La verità è che mentre nelle antiche “dirigenze” vi era una certa “cultura del rispetto”,  il nuovo gruppo dirigente sconosce i valori del passato. A noi invece, questi valori interessano ed intendiamo mantenerli anche perché sono proprio quelli che hanno fatto grande il gelato italiano.

Certo non lo sono certi complessi e avveniristici preparati “moderni” abbondantemente supportati da addensanti, stabilizzanti ed emulsionanti.  Mi fermo qui perché se entro nei dettagli, mi viene l’orticaria!

Cari amici, il nostro Movimento non è nato “per caso” ma per un ben preciso senso del DOVERE  di alcuni Gelatieri Artigiani Italiani, di conservare dei valori inestimabili a loro gratuitamente pervenuti.  L’Italia non è quel paese in cui certi odierni furfanti, ladri, approfittatori e simili continuano a umiliare ed a degradare. Esistono ben altri valori che anche noi Gelatieri Artigiani abbiamo il DOVERE di conservare e di tramandare.

Chi di voi intende continuare fattivamente e con impegno in questa direzione?

I miei saluti cordiali a voi tutti,

Luca Caviezel

 

 

Natale, 2013

Cari amici,

scusate se mi inserisco con parecchio ritardo nel vostro dibattito di questi giorni relativo al tema base sulla DIFESA DEL GELATO ARTIGIANALE ITALIANO e sulla impostazione e le più o meno opportune ESPRESSIONI da usare nel nostro volantino in preparazione per il prossimo SIGEP, vorrei premettere qualche riflessione.

Sono certo che a nessuno di noi sfugga la gravità del momento in cui i nostri prodotti ed il nostro mestiere sono venuti a trovarsi. A volte mi sembra di trovarmi di fronte ad un baratro che mi richiede calma riflessione, serenità di decisione, una ben decisa presa di posizione e possibilmente conseguente azione.

Se non ricordo male mi sembra che tempo addietro Loris invocava di “passare all’azione” ed effettivamente, a volte mi domando: cosa aspettiamo? …Che questi nostri “fornitori”, ormai già abbondantemente “in casa nostra” ci mettano anche il guinzaglio?

La rabbia che mi assale vedendo la decadenza di un prodotto costruito con tanta fatica dai nostri predecessori e custodito dai tanti nostri colleghi e che noi stessi continuiamo a curare non ci consente più di ……. far finta di niente!

Vogliamo renderci conto che un certo gruppo dei nostri fornitori ha decisamente cambiato posizione e politica: per alcuni di loro il NOSTRO GELATO è ormai un semplice “elemento-motivo” di lavoro; equivale a qualsiasi altro argomento-prodotto industriale.

Essi si sono piazzati su di un nuovo versante e si sono allontanati del tutto dagli antichi rapporti di collaborazione e di rispetto nei confronti del gelatiere. Oggi il gelatiere non è più il loro abituale “cliente “ (quello di “una volta”, da curare, da seguire, da soddisfare, da rispettare … ) ma un semplice operatore, ben strumentalizzato quale “utilizzatore” dei loro prodotti.

Le posizioni si sono invertite ed il gelatiere sembra possa essere facilmente abbindolato “al servizio” di questi “PERSONAGGI” dall’atteggiamento INTELLETUALSUPERIORE che si atteggiano a “LEADERSHIP” del Mondo del Gelato.

Ci rendiamo conto? Loro sono “industriali”, noi “artigiani”. “Lor Signori” parlano l’italiano perfetto e forbito e per giunta anche diverse lingue straniere, noi invece parliamo il …“dialetto”.

Credono però di vivere nel passato e non si rendono conto che il loro presunto “spirito di superiorità” non ci impressiona e che un giorno saremmo capaci di parlare loro “con le dita negli occhi”.

Vogliamo anche ricordare recenti e meno recenti atteggiamenti ostili nei confronti di nostri colleghi (sia a mezzo stampa con i mezzi più …subdoli). Atteggiamenti degni della più miserabile miseria umana: sotterfugi subdoli, false verità, ibridi buonismi, aperte minacce nei confronti della nostra stampa, volgari e miserabili pubbliche accuse, ecc.

Forse ricorderete la congiunta e ben ordinata aggressione di stampa nei confronti di due anziani vostri colleghi, il chiaramente ben concordato allontanamento dall’insegnamento di un nostro amico (che si “permetteva” di pubblicare sul nostro blog le sue idee), il rifiuto da parte di qualche nostra stampa (ricattata e sottomessa dai “padroni”) di pubblicare articoli di nostri colleghi e ben congeniate manipolazioni di articoli e scritti che non era possibile non pubblicare.

Correttezza impone tuttavia un DISTINGUO.

Non tutti i nostri fornitori vanno classificati tra quelli segnalati come sopra.  Vi sono Aziende ed Aziende,  Uomini e Uomini. Vi è soprattutto da augurarsi che non si faccia di “tutta l’erba un fascio”. Sono sicuramente non pochi nostri “amici fornitori” che non vantano l’orgoglio di salire sulla plancia di comando della nostra nave.

Non ritenete che una nostra possibile congiunta azione a favore dei nostri fornitori “amici” potrebbe a poco a poco produrre qualche “frutto”, forse qualche inaspettata “sorpresa”?

Non vado oltre anche perché “la lingua batte dove il dente duole” ed ho bisogno di liberarmi dal mio cronico …“mal di denti”.

A proposito del volantino da preparare per il SIGEP, ritengo indispensabile chiarire CHI SIAMO e COSA VOGLIAMO, (già segnalato da Roberto ed Andrea).

Ritengo tuttavia altrettanto importante chiarire e specificare CHI NON SIAMO e COSA NON VOGLIAMO ESSERE… In sostanza “CIO’ CHE INTENDIAMO DI ESSERE NOI, LO PRETENDONO DI VOLERE ESSERE ANCHE I GELATORI ! e DOVE STA QUINDI LA DIFFERENZA?

Mi rendo conto che non sarà molto facile sintetizzare i nostri tanti POLLICI VERSI.

Voi sarete sicuramente ben più bravi di me nel trovare le adatte formule senza “offendere” nessuno.

La realtà è purtroppo che anche chi “gelatiere non è” si ritiene e si identifica come “gelatiere”. Basta mettersi un bianco “cappello alto” in testa e adornare la divisa a mò di pilota di “FORMULA UNO” che la qualifica è salva.

LA DIFFERENZA ANDREBBE RILEVATA ED EVIDENZIATA NEI CONFRONTI DELLA CLIENTELA, ma come?

L’unica possibilità per il gelatiere di DIFFERENZIARSI DAI GELATORI (o da colui che non è in grado di gestire autonomamente la propria produzione) è quella di distinguersi apertamente e (permettetemi) autorevolmente COME NON SI LAVORA e come la più elementare etica professionale impone. Il Gelatiere non può che essere un professionista e non un improvvisatore o un banale copiatore di ricette o, peggio ancora, un semplice manipolatore di prodotti industriali.

Scusate: e se noi volessimo “rifiutare” e “mettere al bando” i prodotti “industriali”? Domando a me stesso: se le aziende aderenti alla AIIPA sono chiaramente ”aziende industriali” le tante rimanenti aziende produttrici di prodotti per gelateria lo sono anche?  Ne vogliamo fare un pensierino?

Non sarà necessario parlare di “preparati completi”, di “preparati pronti in buste”, ecc. appena da idratare oppure di voler fare i nomi di prodotti e di produttori.

Non mi sembra che ci si debba mettere in “guerra aperta”, ma non pensiamo nemmeno di dovere discutere con i nostri interlocutori tenendo il “cappello nelle mani” o di permettere di essere trattati “dall’alto in basso”. Siamo invece noi da avere il diritto di “fissarli dritto negli occhi”, come si usa dire in Sicilia.

E’ certo che un GIGANTESCO TUMORE  MALIGNO ha invaso tutto il nostro settore manifestandosi attraverso una standardizzata  MASSIFICAZIONE  DEL  NOSTRO GELATO.

L’APPIATTIMENTO E LA DECADENZA DELLA QUALITA’ DEL NOSTRO PRODOTTO E’ ORMAI SULLA BOCCA NON SOLO DEI BUONGUSTAI.

Una volta il consumatore si divertiva a differenziare i gelati da gelateria a gelateria e vi erano anche significative differenze tra i gelati di una determinata città e quelli di un’altra città; che poi vi fosse una risaputa “distanza” tra il gelato del Meridione d’Italia e quello piemontese o comunque “del Nord” era proverbiale.

L’idea e l’iniziativa di proporre e di dare sempre maggiore risalto ai prodotti del proprio territorio è grandemente da favorire proprio perché è il contrario della massificazione, del “tutti uguali” e permette all’artigiano di emergere. Si tratta indubbiamente di un sicuro elemento di distinzione che invoglia l’artigiano a differenziarsi.

Il Gelatiere Italiano per sua naturale forma mentale non può che RIFIUTARE e dichiararsi DEL TUTTO ESTRANEO a qualsiasi forma di MASSIFICAZIONE e di conserva STANDADIZZAZIONE di APPIATTIMENTO dei propri prodotti, ha intimamente il bisogno di EMERGERE, di FARSI NOTARE, di ESPRIMERE LA POPRIA PERSONALITA’.

Scusate se ho esposto certe mie considerazioni (tra passato e presente) un po’ disordinatamente.

Auguro a tutti voi ed alle vostre famiglie un “Buon Natale” (non è vero che il Natale si festeggia solamente il 25 di Dicembre: la nascita del Cristo va festeggiata tutti i giorni dell’anno).

Per il primo giorno dell’anno vi è invece un solo giorno da festeggiare. Quindi Auguri a tutti voi. Alla vostra salute mi prenderò un bel bicchiere di …latte intero fresco “

 

A risentirci,

Luca.