La consapevolezza di chi vuole innovare

Aprire Testa, Cuore e Volontà per far emergere consapevolezze e innovare profondamente

Per molto tempo mi sono chiesto se era possibile sintetizzare in una unica immagine l’essenza dell’innovazione e del cambiamento (sia che riguardi le imprese, sia ciascuno di noi come Persona). Sarebbe fantastico, no?: avere una unica immagine come “guida”, un’immagine stilizzata e immediata in grado di indicarci e ricordarci ogni volta la ‘strada’…
Ebbene… voglio condividere con voi questa immagine.
L’emergere di nuove consapevolezze può cominciare proprio dall’interiorizzare questa immagine, afferrandone il senso profondo…
Se vogliamo, è anche l’immagine guida-filo conduttore del mio intero libro.
Ecco l’immagine:
dovescoccalamagiaIl problema, quando si fanno le cose, è che ripetiamo sempre gli schemi del passato, cioè facciamo un continuo download dal passato: ragioniamo, agiamo, creiamo facendo sempre riferimento a percorsi che ci sono familiari. Questo perché l’abitudine di seguire uno schema noto, il nostro schema, è per noi confortevole. Tendiamo cioè a restare nella nostra zona di comfort (che è quella zona che vedete lì, a sinistra nell’immagine). Questo dà sicuramente dei vantaggi…ma ha anche dei limiti, perché non ci permette di innovare, di acquisire consapevolezze e sensibilità diverse.
Guardate l’altra zona: “Dove scocca la Magia”: quello è invece il luogo dove si generano peak performances, prestazioni  straordinarie che vanno al di là anche dell’eccellenza. È lì che gli innovatori devono imparare a collocarsi per far emergere nuove possibilità.
Dobbiamo quindi imparare a uscire dalla nostra zona di comfort per andare lì’, dove scocca la “magia”.
Ma come fare?
La risposta esiste, ed è rappresentata da quella U stilizzata di colore rosso, presente nell’immagine: quella forma ad U non è un caso.
Si tratta infatti di una metodologia, denominata Theory U, nata nel MIT di Boston all’inizio degli anni 2000 studiando proprio il comportamento di creativi, imprenditori, artisti, scienziati, leader, inventori nel mondo.
E’ una metodologia che ci fa seguire un percorso a forma di U per uscire dalla zona di comfort (da qui il nome “Theory U”…ma non fatevi impressionare dal nome): nella discesa lungo la U si acquisiscono consapevolezze diverse e ispirazioni per l’innovazione, e nella risalita c’è la realizzazione!
Questa metodologia insegna, passo passo, come muoversi lungo quella U.
libro U theoryE’ la metodologia che, nel libro “Theory U, la Magia dell’innovazione profonda per competere nel futuro”, spiego in modo molto intuitivo grazie al contributo di storie italiane di successo (sia individuali che imprenditoriali), personaggi particolarmente suggestivi che nel corso di tre anni ho avuto modo di intervistare.
Tra questi casi e storie, riservo particolare attenzione proprio al mondo del gelato, che costituisce un esempio eccelso di ciò che si può fare per innovare pensando fuori dagli schemi.
Vediamo dunque come ci si muove lungo questa U.
Il primo passo deve dunque essere quello di evitare il downloading dal passato.
Discendere lungo questa U significa imparare ad aprire la mente, poi aprire il cuore e infine aprire la Volontà. Solo facendo questo, possiamo poi risalire verso destra con nuove consapevolezze e capacità di innovazione profonda. Il problema è – ve lo anticipo – che ci sono grossi “nemici” da sconfiggere in questa discesa…così come nella risalita.
Ma, andiamo per ordine:
APRIRE LA MENTE (open mind) è il primo passo nella discesa lungo la U. Comporta imparare a:

  • Vedere con occhi nuovi, guardare la realtà dalla periferia, dai confini.
    Se ad esempio considero il gelato solo un prodotto, ho finito la mia esplorazione, il mio cammino creativo, ho tarpato la maturazione di consapevolezze diverse che possono portarmi a nuove idee.
    Le stesse tecnologie: vederle in modo diverso da come le vedono gli attuali principali attori del mondo del gelato, dove ci può portare?
  • Chiarire profondamente le domande e le intenzioni: poniamoci le giuste domande.
    Mi capita di incontrare aziende che fanno benissimo…le cose sbagliate!
    Ricordate: Non c’è niente di peggio che risolvere bene…le domande sbagliate!!!
    Porsi le giuste domande indirizza correttamente il processo di innovazione.
    Ad esempio, le tecnologie: se mi pongo il problema di come utilizzarle per massimizzare l’efficienza, magari lo faccio benissimo, anche allontanando sempre più l’Uomo dal prodotto…ma questa è la cosa giusta?
    Einstein diceva che se avesse a disposizione un’ora per risolvere un problema, impiegherebbe i primi 55 minuti a definirlo e inquadrarlo chiaramente, e poi nei restanti 5 minuti penserebbe alla soluzione.
  • Sospendere il giudizio e connettersi alla meraviglia. Imparare a meravigliarsi anche delle cose in apparenza più banali… Il senso della meraviglia è una fonte preziosissima di conoscenza!
  • Conoscenza del campo: alla base delle capacità creative c’è però la profonda conoscenza di un mestiere, di una disciplina. Se non si padroneggia un mestiere, si è creativi tanto per esserlo, si è al più stravaganti.
    Picasso diceva che i creativi non hanno regole, ma sono quelli che le conoscono meglio di tutti.

Theoria UL’aprire la mente porta così già ad un primo e più profondo livello di consapevolezza, ulteriore rispetto al mero downloading
Ecco, ad esempio: volete vedere cosa può voler dire “guardare dalla periferia, dai confini” nel mondo del gelato?
Ovviamente è solo un’esemplificazione, ma può darvi un’idea di come dobbiamo guardare in modo diverso.
Pensate cosa può voler dire guardare il mondo gelato dalla prospettiva di tutti questi attori…e di quei due evidenziati in grigio in alto a sinistra! (“Il pianeta tra dieci anni” e “Le generazioni future”).
In sostanza, “aprire la mente” vuol dire imparare a potenziare la nostra intelligenza razionale.
Ma quando abbiamo imparato a vedere le cose in modo diverso, ossia ad aprire la mente, ecco che incontriamo il primo nemico: la voce del giudizio! Il giudizio di chi ci osserva ancora con gli occhi del passato (e possiamo essere anche noi stessi!), di chi ci giudica dalla solita visuale. “Si è sempre fatto così” è la frase tipica di chi parla attraverso la voce del giudizio.
Il secondo passo è APRIRE IL CUORE:
Qui attenzione, ci sono fondamentalmente due elementi:
1) il primo è più intuitivo: mettere la passione, il cuore in ciò che facciamo: fai ciò che ami e ama ciò che fai!
Ricordo le parole di Grandi (uno dei personaggi di riferimento nel mio libro, uno dei protagonisti proprio nel settore del gelato): oggi sembra che ci si vergogni di parole come “amore”, “passione”…e invece sono proprio queste che possono fare la vera differenza.
Le ragioni di ciò sono ovviamente molteplici. Desidero qui sottolinearvene una, in particolare: se viviamo con questa “apertura del cuore”, ci accorgeremo come tutto ciò che ci circonda sembrerà parlarci delle nostre idee, sembrerà che l’intero universo sia pronto a venirci in soccorso.
2) l’altro è relativo alla capacità di vedere tutti i collegamenti esistenti nella realtà cui facciamo parte ed esser consapevoli che anche noi la stiamo determinando con i nostri comportamenti.
Ricordo un altro pensiero di Grandi: egli, nel descrivere la realtà del gelato industriale e le logiche perverse che la attraversano, commentò in questo modo: “Cosa CI STIAMO facendo!” e non invece “Cosa CI STANNO facendo”!
Questa consapevolezza è fondamentale per diventare ‘attivi’, per attivarci e fare qualcosa per cambiare la situazione.
Fin quando attribuiamo le colpe agli altri, fin quando adottiamo lo schema ‘il nemico è lì fuori’, non saremo mai in grado di cambiare la realtà.
In sostanza, “aprire il cuore” vuol dire imparare a potenziare la nostra intelligenza emotiva.
L’aprire il cuore ci conduce così ad un secondo livello di consapevolezza, ulteriore rispetto a quello emerso con l’aprire la mente.
Ma a questo livello ecco inesorabile il secondo nemico: la voce del cinismo.
Quando nelle cose ci mettiamo passione, ci sentiamo profondamente coinvolti, ci esponiamo al cinismo di chi non vive questa stessa apertura del cuore. E il cinismo può essere un fattore veramente pericoloso nel percorso verso la creatività e l’innovazione.
Il terzo passo nella discesa ci porta al fondo della U: APRIRE LA VOLONTA’.
Qui troviamo la risposta d alcune fondamentali domande, che ci portano ad intuire qual è il “futuro che vuole emergere”. In particolare, ci sono due fondamentali domande: Chi sono Io? Qual è il mio Ruolo? (con la “I” e la “R” maiuscole).
E’ qui che si genera la spinta al cambiamento profondo, è qui che nuove consapevolezze emergono (ma attenzione: possono emergere solo dopo l’apertura della mente e del cuore: non si può iniziare direttamente da qui, dal fondo della U).
Pensate solo un attimo a cosa può voler dire arrivare a rispondere, in modo profondo, a queste due Domande per voi: Chi sono Io? Un Artigiano, un Gelatiere…che però vive nel XXI secolo… e allora qual è il mio Ruolo?
E’ semplicemente quello di vendere un prodotto?
E’ quello di vendere il servizio associato al prodotto?
E’ quello di vendere emozioni? Forse, anche. Ma è sufficiente? Noi vogliamo arrivare in fondo a quella U!
Gelateria UPensate ai clienti del settore del gelato: ho la sensazione che il vostro Ruolo sia arrivare ad un quarto, ulteriore livello: operare per la trasformazione interiore e la consapevolezza dei vostri clienti! Può forse sembrare troppo ambizioso, eppure…. Voglio raccontarvi un caso personale. Ho un figlio di dieci anni: fin quando vedrò – come mi è accaduto quest’anno – pubblicizzare in pompa magna, in una gelateria della mia città, il gelato al sapore di peppa pig, non posso non constatare amareggiato come tutto ciò non sia che un’occasione persa e un’offesa alla generazioni future.
Comprendete dunque qual è l’importanza di acquisire queste consapevolezze sul vostro Ruolo? Se voi le acquisite, potete veramente contribuire a farle emergere nei vostri clienti.
Dunque, L’aprire la volontà porta al più profondo livello di consapevolezza possibile.
Ponendosi in questa visuale, si gettano veramente le basi per cambiare profondamente.
In sostanza, “aprire la volontà” vuol dire imparare a potenziare la nostra intelligenza “spirituale” (da non intendersi qui in senso strettamente religioso, ma come capacità di rispondere a quelle due Domande prima ricordate).
Questa spinta al cambiamento incontra però il terzo nemico: la voce della paura!
E’ la paura del cambiamento, di lasciar andare il ‘vecchio’ per lasciar venire il nuovo.
In fondo a quella U siamo connessi con il nostro futuro emergente, ma dobbiamo sapere come vincere la voce della paura!
Con l’apertura della Volontà abbiamo dunque raggiunto il punto più profondo di quella U.
il cambiamentoOra, la risalita lungo la U è quella della realizzazione: se durante la discesa abbiamo acquisito nuove consapevolezze e compreso dove e come orientare il cambiamento, ora occorre passare alla realizzazione.
E’ una realizzazione dove dobbiamo saper fondere in maniera sapiente tre abilità che proprio gli artigiani hanno in modo eccelso: Testa, cuore e mani. Ma occorre imparare a farlo in modo corretto.
Anche nella risalita della U possiamo individuare specifici passi, ma non voglio e non posso dilungarmi su questi.
Mi limiterò a ricordare i quattro nemici che si incontrano nella realizzazione:

  • Paralisi da analisi: continuare a pianificare (testa) senza mai passare all’azione. Testa senza mani
  • Iperattività isterica: continuare a fare senza mai riflettere. Mani senza testa né cuore
  • Bla bla bla: continuare a parlare senza connettersi con le fonti di ispirazione che fin qui ci hanno guidato. Testa senza cuore
  • Dolce morire: restare nel nostro bozzolo di ispirazione, senza mai risalire verso la riflessione (Testa) e l’azione (Mani).

4 nemiciEcco, voi artigiani in questo avete potenzialità che altri non hanno e che derivano proprio da questa vostra predisposizione a fondere in modo sapiente Testa, Cuore e Mani.
 
E allora, concludo augurandovi che possiate sempre compiere – sia come persone che come artigiani – in maniera eccelsa queste quattro fasi, che sono un po’ il cuore del libro di cui vi ho brevemente parlato:
Sogna, Pianifica, Agisci, Celebra!

Rino Panetti

(testo del convegno il “Gelatiere consapevole” a cura di GxG, Palermo 19/09/2015)

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