Il Maestro Gelatiere. Chi è costui? (settima parte)

E’ sull’apprendimento della nostra professione che si apre il terzo step del mestiere del Gelatiere, la capacità di formare.

insegnamentoPer anni i Gelatieri hanno formato i loro “discepoli” a bottega, partendo come garzoni ci si elevava passo dopo passo fino ad diventare responsabili del laboratorio. Il mestiere andava “rubato” e solo i più abili e scaltri potevano accrescere la loro cultura. Il percorso di affiancamento terminava di solito con l’allontanamento dell’allievo che decideva di mettersi in proprio e aprire a sua volta bottega. Solo in strutture più grosse si poteva sperare in una carriera interna aziendale, anche se solitamente le sostituzioni avvenivano per pensionamento, quindi dovevi trovarti al posto giusto al momento giusto.

Questo metodo di apprendimento può essere considerato giusto o sbagliato, ma ha portato in passato ad avere un ricambio generazionale garantito. Non vi era un insegnamento codificato, non vi era un tutor e tutto era affidato alla buona volontà dei “superiori”. Il lavoro costava veramente poco e avere manodopera a basso costo non era un problema. La crescita del livello economico della popolazione ha portato anche ad una regolazione del mondo di apprendimento del lavoro, con la creazione dell’apprendistato. Quello che doveva essere un successo col tempo si trasformò in un modo semplice per avere manodopera a basso costo e poco qualificata. La maggior parte dei gelatieri non erano pronti ad insegnare e la maggior parte degli apprendisti non erano disposti ad imparare, creando un vuoto per le generazioni future di gelatieri.

Nacquero le scuole di formazione, che sopperirono a tutta la formazione teorico-pratica del gelatiere, ma senza fornir loro la conoscenza tacita, che prima respiravano a bottega, perché un conto è lavorare il un laboratorio modello scuola, un altro è lavorare in un laboratorio, dove non sempre puoi avere ciò che desideri.

Le aperture selvagge, la deregulation e la mancanza di una categoria unita e propositiva hanno fatto il resto. Oggi tutti si fregiano del titolo di maestro e tutti sono maestri di mestiere, senza conoscere minimamente le tecniche di insegnamento, la capacità di ascolto, le regole per l’apprendimento.

Oggi quando si prende un ragazzo a bottega anche solo per uno stage, difficilmente si concorda con il tutor le conoscenze che questo ragazzo deve apprendere, difficilmente si valuta in maniera critica il formatore e la sua capacità di far passare la conoscenza, perché sono già pochi che prendono a bottega i ragazzi, se poi gli rompiamo le scatole questi si arrabbiano e non li accettano più.

In questa ultima parte vorremmo cercare di sviluppare il percorso di maestro gelatiere cioè di quella persona che vede nell’insegnamento la possibilità di poter tramandare un mestiere e che allo stesso tempo vede la ricerca una possibilità di crescita professionale non solo sua, ma collettiva, che possa migliorare le condizioni di tutti.

Innanzi tutto il maestro gelatiere deve essere dotato di:

  1. Pazienza
  2. Umiltà
  3. Capacità di ascolto
  4. Estro
  5. Capacità di problem solving
  6. Ottima conoscenza del linguaggio

Inoltre dovrebbe avere tutte le conoscenze del gelataio e del gelatiere ed in più:

  • Capacità di insegnamento
  • Tecniche di insegnamento
  • Conoscenze avanzate di informatica
  • Tecniche di presentazione delle materie interattive
  • Conoscenza approfondita sugli aspetti e sulle conoscenze legate alla professione
  • Conoscenze di interazione tra le persone

Quanti dei maestri che avete incontrato posseggono tutte queste conoscenze o attitudini?

6 pensieri su “Il Maestro Gelatiere. Chi è costui? (settima parte)

  1. Joseph spinello

    Se pensate veramente che al giorno d’oggi ci si qualcuno che vuol lasciare un mestiere a qualcuno che non sia della propria famiglia….ditemelo!!!!…o lasciate perdere, sono cose romantiche di una volta( forse)

    Rispondi
    1. gelatieriperilgelato Autore articolo

      Certo che c’è, tra le fila di questo movimento c’è n’è sono molti. Questo gruppo nasce anche per preservare un mestiere che altrimenti rischia di morire. Non siamo romantici ma ottimisti. Ce la faremo!

  2. Stefano Grandi

    Si dice che il Romanticismo sia una reazione all’Illuminismo e al Neoclassicismo, cioè alla razionalità e al culto della bellezza classica.
    il Romanticismo contrappone la spiritualità, l’emotività, la fantasia, l’immaginazione, e soprattutto l’affermazione dei caratteri individuali d’ogni artista. Perché no…….potrebbe essere proprio un nuovo romanticismo la salvezza di questa straordinaria professione che è il Gelatiere!

    Rispondi
    1. gelatieriperilgelato Autore articolo

      Conosco persone che, avendo un posto fisso di cui non erano soddisfatti, hanno fatto la scelta di aprire una gelateria per rendersi indipendenti e realizzarsi in autonomia. Certo occorre essere portati al rischio e prendersi delle responsabilità che spesso un posto “sotto padrone” non contempla. Non ci si può comunque improvvisare.

    2. Luca Marenco

      La risposta di gelatieriperilgelato è impeccabile… Mi permetto di fare un appunto: non mi sembra che nell’articolo si inviti chicchesia a lasciare il posto fisso per mettersi a fare il gelatiere… Ma forse ho letto male l’articolo…

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