La conoscenza tacita é la conoscenza derivata da fare, dal mettere in pratica il nostro mestiere. É una prerogativa del piccolo mondo artigianale ed ha portato negli anni a conoscenza e sapere, senza una codifica ufficiale, né ufficiosa. Corrisponde, forse semplificando al saper-fare, cioé alla capacitá dell’artigiano, di apprendere con il metodo del “sbaglio-correggo-imparo”, in un ambiente unico come può essere il laboratorio di gelateria.

Penso a tutti quegli accorgimenti che vengono attuati ogni giorno nei nostri laboratori, dalle guarnizioni fatte su misura sulle vecchie verticali, alle disposizioni dei gusti in vetrina, a quel poco di zucchero in piú, che permette di rendere piú spatolabile nocciola e cioccolato, ecc. ecc.

Tutti elementi dati più dalla pratica che dalla teoria e che non sono codificabili, perché diventano specifici di ogni gelateria.

Non possono essere codificati, né programmati, né imbrigliati in definizioni, ma esistono e non si può non tenerne conto.  La conoscenza tacita é un patrimonio del nostro mondo, in alcune gelaterie storiche ha costituito il loro successo ed é passata attraverso tutte quelle persone che si sono formate a bottega.

Infatti, nonostante la conoscenza tacita sia non codificabile, é trasmissibile grazie al l’apprendistato, al confronto, al dialogo.

Da sempre questi ” consiglio” sul saper-fare, passano dal più esperto al meno esperto, oppure ci si scambia consigli tra ” pari” affinché ognuno rimanga con un bagaglio di idee maggiore.

Ma come riuscire a donare abbastanza importanza a questo genere di conoscenza, di un sapere che é fare, é risolvere problemi concreti senza l’ausilio della conoscenza, come viene comunemente intesa?

Gelatieri per il GelatoSecondo me l’unico modo é il tempo, cioé il periodo che uno trascorre in laboratorio, che lo rende sempre piú formato. Se all’interno della formazione noi inseriamo la permanenza in un laboratorio di gelateria (che può essere il proprio o quello altrui) per un certo periodo di tempo (io ipotizzo 5 anni, perché in un laboratorio appena aperto il primo anno é quello dell’indebitamento, il secondo é quello in cui si inizia a far fronte ai debiti, il terzo quello in cui si programma il piano di rientro e si diventa societá stabili, il quarto e il quinto servono per approfondire quanto si fa e iniziare a guardare alla crescita della azienda, inoltre in 5 anni, qualche” inconveniente” di solito capita) potremmo giustificarlo come approfondimento della conoscenza tacita sul nostro piano di formazione.

Marco Gennuso

Cosa ne pensate?